Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 20:48

Leclerc: "Così posso battere Hamilton".

Umberto Zapelloni ·

Il Mondiale di Formula Uno è alle porte e, nonostante l'epidemia di coronavirus, il Gran premio d'Australia è stato confermato. Charles Leclerc racconta il suo momento e quello della Ferrari, in vista dell'inizio del campionato: "Abbiamo lavorato tanto per andare più forte in curva, anche se ci farà avere una velocità di punta minore sul rettilineo. L'obiettivo è stato raggiunto: sento meglio la macchina. C'è da migliorare il bilanciamento, a partire dai nuovi sistemi che abbiamo installato a bordo. Il risultato, per ora, è positivo, ma è complicato capire da questi test il nostro livello e quello degli altri team. Difficile sapere come andrà in Australia".

Futuro in Rosso

"Avere un contratto pluriennale mi dà soprattutto tranquillità, ma anche tanta motivazione perché mi stimola lavorare su un progetto a lungo termine. Mi permette di avere una visione condivisa con il team e migliorare anno dopo anno".

Tra compagni di squadra

"Sto molto bene con Seb (Sebastian Vettel ndr) e ho imparato tantissimo grazie a lui. Abbiamo trovato la quadra giusta anche fuori dalla pista. A ogni modo, rispetterò le decisioni della Scuderia. In generale, ho un buon rapporto con tutti i piloti della F1 e, a maggior ragione, con lui".

Primo anno con la Ferrari

"Sono riuscito a tenere lontana la pressione. Sto meglio, mi sento più al mio posto. L'anno scorso ero ancora troppo giovane: essere alla Ferrari a 21 anni era una cosa grandissima e adesso, con qualche vittoria in più, mi sento a mio agio in questo team. Rispetto alla passata stagione sento più feeling iniziale e credo che punteremo più alla gare che alle pole. Vedremo in futuro. Sono fiducioso. Se io lavoro bene, di riflesso ne guadagna la squadra, e viceversa, e i risultati arriveranno. Questa è l'unica cosa che ho in testa ed è la più importante".

Su Hamilton

"Secondo me Lewis è un grandissimo pilota, molto completo e tenace. Semplicemente bravissimo, però penso sia battibile e in passato lo abbiamo dimostrato. Dobbiamo essere perfetti per metterci di nuovo davanti a lui. Sarà difficilissimo, ci vorrà tanto lavoro. Per adesso lui è più completo di me, ma io sto lavorando per migliorarmi".

"Ogni pilota ha il suo stile di guida. Prima di tutto, lui ha più esperienza e io devo migliorare nella gestione delle gomme: riscaldamento, consistenza, degrado, se è maggiore sul posteriore o sull'anteriore. Mi scrivo ogni indicazione su un quaderno, così quando alla sera arrivo al "debriefing" non dimentico nulla e posso anche essere molto più preciso nelle cose che chiedo agli ingegneri. Quando facciamo 100 o 150 giri in un giorno è molto difficile ricordare, per esempio, come si è comportato lo pneumatico al terzo giro della terza sessione".

Attività fisica e alimentazione

"Sono molto più preparato rispetto all'anno scorso. Durante l'inverno ho lavorato parecchio sia sull'alimentazione che sulla preparazione atletica. Avevo perso 5 chili, adesso sono a meno 3 perché ne ho riguadagnati due di muscoli con la palestra. Fisicamente non l'ho percepito, ma a bordo della monoposto ho sentito più velocità in curva".

"Cucina vegana? No, ci ho provato per due settimane ma è stata molto difficile da fare. Però ho ridotto tantissimo la carne".

Campionato combattuto?

"Spero in gare aperte, con più team che lottano per le prime posizioni. Sarebbe bello per la Formula 1, però oggi è davvero difficile capire quali siano le potenzialità".

Il ritorno di Zandvoort 

"Non so quanto Max (Verstappen, pilota olandese della Red Bull ndr) conosca la pista. Io la provai durante la Formula 3, ma non penso sia un vantaggio o uno svantaggio. Di sicuro, Max avrà molto sostegno, quello aiuta sempre".

Il ricordo di Hubert

"Ho ripensato molto a Anthoine Hubert per superare la perdita, come per mio padre e Jules Bianchi. Ti abitui al dolore, ma non vuol dire dimenticare. Li ho tutti nel cuore e loro tre mi hanno aiutato ad arrivare fino a qui. Mi porto dietro immagini incancellabili: un abbraccio con mio padre in una gara di kart, neanche particolarmente importante, mi pare fosse una coppa di Francia. Ma anche quella di me che vinco a Monza e sotto il podio tutto il mio team. C'era anche mia mamma Pascale con loro".

La vita privata

"Ho una nuova fidanzata, si chiama Charlotte. La conoscevo già da tempo: tutto funziona e sono molto contento. Avere dei punti di riferimento è fondamentale: è facile perdere la testa".

"Adesso che sono un pilota Ferrari, tutti vogliono conoscermi ed essermi amico. Un tassista che mi riportò a casa dopo la vittoria a Monza, non riconoscendomi, mi disse: 'Visto quanto è forte quel Leclerc?'. Mi fece piacere, era sincero, così come i tifosi che mi hanno tenuto su di morale in momenti difficili. Io cerco di mettermi il più possibile in una bolla con la famiglia e con gli amici di sempre, mi permettono di avere una vita normale e quando sbaglio loro ci sono per dirmelo".

"Mia madre lavora in un salone di bellezza a Montecarlo, non si intende di motorsport. Mio padre invece è stato un grande appassionato e smise di fare il pilota perché non aveva abbastanza soldi. Cambiò vita iniziando a lavorare per una piccola azienda di plastica. Con mamma siamo molto legati e mi aiuta tanto nelle cose pratiche: quando sono andato a vivere da solo mi cucinava e faceva il bucato. Le racconto tutto di me, mi dà anche consigli".

"In pista, affido tutto a Nicolas Todt, così devo solo concentrarmi sulla guida. Pierre Gasly, Daniel Ricciardo ed Esteban Ocon sono quelli che posso chiamare amici anche fuori dal paddock".

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