Ultimo aggiornamento  30 settembre 2020 02:51

Il coronavirus ferma il noleggio.

Redazione ·

L'epidemia di coronavirus che sta colpendo il nostro Paese e i suoi effetti su settori strategici come il turismo, stanno fermando il comparto dell'autonoleggio. Secondo Aniasa - che rappresenta gli operatori all'interno di Confindustria - il calo nel giro d'affari negli ultimi 10 giorni di emergenza è stato dell'80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Per questo l'organizzazione - durante un incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli - ha chiesto "di attivare tutti gli interventi necessari a livello nazionale, e non solo nelle aree maggiormente colpite dal virus, per assicurare la tenuta di un settore strategico per la mobilità cittadina, turistica e aziendale del Paese", come si legge in una nota di Aniasa.

Troppo allarme

"Il clima generalizzato di panico, indotto anche da una comunicazione spesso eccessivamente allarmistica - ha detto il presidente dell'associazione Massimiliano Archiapatti - ha provocato una sostanziale paralisi degli spostamenti per lavoro e turismo nel nostro Paese. Ciò che preoccupa le nostre aziende, ma più in generale l’intera filiera turistica, sono le numerose disdette, arrivate dall’estero e dall’Italia, delle prenotazioni per le festività pasquali ormai definitivamente compromesse. Il persistere dell’attuale situazione renderà la stagione disastrosa".

Archiapatti ha poi ricordato che il settore del rent-a-car nel nostro Paese "impiega 20mila addetti e ogni anno immatricola 461mila vetture (25% del totale), gestendo quotidianamente la mobilità di oltre 1 milione e 200mila veicoli di ultima generazione.

Inevitabile pensare, conclude Aniasa, che l’emergenza - in questi giorni particolarmente evidente per le attività di rent-a-car - presto "si farà sentire anche sul noleggio a lungo termine (oltre 1 milione di veicoli in circolazione in Italia), con le aziende costrette a tagliare anche gli investimenti sulle flotte e ad allungare ulteriormente le durate dei contratti in essere, in attesa di tempi migliori".

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