Ultimo aggiornamento  11 agosto 2020 13:03

Giugiaro disegna un futuro elettrico.

Valerio Antonini ·

GFG Style di Fabrizio e Giorgetto Giugiaro ha presentato in diretta streaming due nuovi prototipi elettrici: il Desert Ride, variante suv a trazione integrale (con pneumatici e passaruota oversize) dell'hypercar due posti Vision 2030 già mostrato alla fine del 2019 al Riyadh Motor Show in Arabia Saudita, e la Bandini Dora, barchetta a batteria la cui onomastica è dedicata alla madre dell'ingegner Ilario Bandini, fondatore nel 1946 della casa artigianale romagnola. Il marchio - che ottenne diverse successi sportivi soprattutto negli Stati Uniti - riprende le attività dopo 28 anni.

Deserto senza limiti

Il Desert Ride nasce specificatamente per affrontare le dune del deserto a velocità sostenute, ereditando assetto e sospensioni da un altro concept GFG Style, il crossover (alto solo 129 centimetri) Kangaroo.

Il nuovo prototipo - che è stato richiesto espressamente da alcuni sceicchi - è basato sulla medesima piattaforma in carbonio della Vision 2030, con la quale condivide anche i due motori elettrici (con batterie posizionate a "T") da 200 chilowatt l'uno (oltre 500 cavalli complessivi). Stando ai dati forniti, il Desert Ride sarebbe in grado di raggiungere i 200 orari per un'autonomia di 365 chilometri. Il tetto dell'auto si solleva lateralmente così da agevolare l'ingresso nel posto di guida. Le informazioni di bordo principali vengono proiettate su un grande schermo verticale in plancia che ricorda quelli di Tesla.

Il ritorno di Bandini

La Bandini Dora riprende la filosofia delle sportive anni '50 del costruttore, che realizzava auto da corsa innovative per motori, aerodinamica e stile.

La nuova barchetta hai due posti divisi dal tunnel centrale e protetti da un rollbar ricurvo come l'halo nelle monoposto di Formula 1, che si estende in coda fino a formare un alettone. Il frontale è caratterizzato da grandi prese d'aria che si allargano fino alle ruote. Le portiere si aprono verticalmente, i sottili fari posteriori si uniscono orizzontalmente.

Gli interni sono caratterizzati da sedili in pelle e dettagli in fibra di carbonio. Anche questo concept - realizzato in serie limitata per collezionisti - è alimentato dallo stesso propulsore elettrico da 400 chilowatt della Vision 2030.

"Opera d'arte"

Michele Bandini, pronipote del fondatore Ilario e attuale responsabile della Casa di Forlì, parlando della Dora si è lasciato trasportare dall'emozione: "Grazie a Fabrizio e Giorgetto Giugiaro realizziamo un sogno, anzi, manteniamo un promessa: rilanciare la Bandini Automobili attraverso una nuova opera d'arte. Il prototipo unisce la cura di ogni singolo dettaglio lavorato a mano senza rinunciare alle evoluzioni tecnologiche di ultima generazione".

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