Ultimo aggiornamento  27 novembre 2020 07:11

Coronavirus: annullato il Salone di Ginevra.

Edoardo Nastri ·

Il Salone di Ginevra 2020 è stato annullato a causa dell’emergenza per la diffusione del coronavirus. Una scelta subita dal comitato organizzatore, dopo che il Consiglio federale svizzero ha deciso venerdì mattina 28 febbraio di vietare ogni manifestazione con più di mille persone almeno fino al 15 marzo, quale misura preventiva per la salute pubblica.

Non più di 1.000 persone

La decisione è arrivata solo 24 ore dopo un comunicato del comitato organizzativo del Salone in cui si affermava che in seguito a “una riunione valutativa di tutti i possibili risvolti sanitari legati alla diffusione del coronavirus, si è deciso che l’apertura della manifestazione non è in discussione”. Il governo confederato si è riunito in seduta straordinaria il 28, decidendo di bloccare qualsiasi evento pubblico. “Tenuto conto della situazione e della diffusione del coronavirus, dichiariamo quella attuale una situazione particolare secondo la legge sulle epidemie. Sono pertanto vietate le manifestazioni con oltre 1.000 persone. Il divieto entra in vigore immediatamente e vige almeno fino al 15 marzo 2020”, si legge nella nota inviata ai media. Secondo il Consiglio, i provvedimenti adottati “consentiranno di proteggere efficacemente le persone in Svizzera e di tutelare la salute pubblica. L'obiettivo è di contenere la propagazione del coronavirus”.

Presenze ridotte

La 90esima edizione del Salone di Ginevra – già disertata da diversi costruttori per motivi diversi in tempi non sospetti - sarebbe stata comunque probabilmente poco frequentata da pubblico ed espositori. Già diversi giorni prima della disposizione governativa che ha causato l’annullamento dell’evento, molti marchi automobilistici e di componentistica avevano ridotto fortemente la presenza di manager e staff durante i giorni riservati alla stampa (2-4 marzo). Così le defezioni annunciate erano già molte, a partire (per l’Italia) dal ceo di Ferrari Louis Camilleri a Daniele Schillaci, suo omologo di Brembo.

Diversi gruppi, pur presenti con i nuovi modelli, avevano già dato disposizione alle filiali di vietare il viaggio a buona parte del rispettivo personale, come era stato reso noto per Toyota e per le sedi italiane di Bmw, Mazda, Suzuki, Bosch, Goodyear e altri. Nel frattempo venivano cancellate interviste con i media da parte di manager che non sarebbero più arrivati in particolare dall’Asia.

Biglietti rimborsati

Il Salone non sarà rimandato a data da destinarsi. Nel comunicato diffuso dall’organizzazione si legge che i biglietti venduti al pubblico verranno rimborsati. Non dovrebbe essere così per gli espositori. “L’annullamento è avvenuto per cause di forza maggiore ed è stato imposto dall’autorità governativa. Buona fortuna a chi avrà il coraggio di fare causa. Spero di rivedervi tutti il prossimo anno”, ha dichiarato Maurice Turrettini, presidente del Salone di Ginevra.

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