Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:30

Volkswagen: ambientalista radicale cercasi.

Edoardo Nastri ·

Ambiente e automobili, spesso rivali, ora alleati. Non è il caso di startup dedicate allo sviluppo di veicoli del futuro, ma di Volkswagen, storico colosso industriale della mobilità globale. Il costruttore tedesco ha fatto sapere che assumerà un attivista "aggressivo", radicale per il clima, che possa aiutare la Casa automobilistica nella sua fase di transizione verso una maggiore sostenibilità.

Il neo assunto contribuirà a dare un impulso più “verde” a Volkswagen. "Su questo fronte abbiamo moltissime idee, ma spesso in una società così grande ci vuole molto tempo per realizzarle. Ecco perché ho deciso di far entrare nella nostra organizzazione una persona che conosca bene questi temi e sia veramente aggressivo”, ha dichiarato Herbert Diess, ceo del gruppo Volkswagen al Financial Times.

A contatto con il board 

Il piano è stato confermato anche da un portavoce dell’azienda, che ha spiegato che la nuova figura riporterà direttamente a Diess e ad altri componenti del consiglio direttivo. Volkswagen ha già al suo interno una commissione dedicata alla sostenibilità ambientale che si occupa di controllo e sorveglianza su tutte le questioni legate a ecologia e sostenibilità.

Tra i membri ci sono Margo Oge, già direttore dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, e Connie Hedegaard, ex commissario all’ambiente dell’Unione Europea. L’apertura della nuova posizione non è però solo una buona mossa di comunicazione: “Il neo assunto assumerà un ruolo differente rispetto a quelli esistenti, agevolato dalla stretta relazione e contatto con manager di alto livello”, assicurano in Volkswagen.

Cambiare volto 

Il costruttore tedesco ha dato il via a un grande piano di cambiamento a seguito dello scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015, per cui era stato accusato di aver falsificato i dati sulle emissioni inquinanti di vetture diesel vendute in Europa e Stati Uniti.

Volkswagen ha ammesso di aver alterato i dati di circa 11 milioni di auto a gasolio in tutto il mondo. Uno scandalo che gli è costato circa 30 miliardi di euro tra sanzioni e parte dei risarcimenti. La stessa cifra investita per i prossimi cinque anni dal ceo Herbert Diess in elettrificazione dei modelli e sostenibilità. Passi avanti per cambiare volto.  

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