Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 16:09

Robert Byron, romanziere "sulla strada".

Elisa Malomo ·

L'avvento dell'automobile ha rivoluzionato il mondo, il modo di viverlo e raccontarlo. Con i primi grandi viaggi in auto, nascono anche i romanzi “on the road” che descrivono fino ai minimi dettagli le avventure a bordo.

Fra i precursori del genere letterario c'è Robert Byron, scrittore ed esploratore, critico d'arte e d'architettura. Nato a Londra il 26 febbraio del 1905 – esattamente 115 anni fa - ha dato linfa alla letteratura “a quattro ruote”, grazie soprattutto a due grandi opere.

I romanzi “apripista”

Nel suo romanzo d'esordio, “Europe in the Looking-Glass” (“L'Europa vista dal parabrezza”), pubblicato nel 1926, Byron racconta le avventure di tre giovani freschi di laurea a Oxford che da Londra intraprendono la strada per Atene a bordo di “una grande Sunbeam da turismo grigio azzurro scuro, quasi nero” ribattezzata “Diana”, carica di bagagli e taniche di benzina. 

Undici anni dopo pubblica “The Road to Oxiana” (“La via per Oxiana”, 1937), il racconto di un viaggio durato dieci mesi fra la Persia e l'Afghanistan negli anni 1933-34 e vissuto in compagnia del suo amico e scrittore Christopher Sykes. I due si spostano su mezzi di ogni tipo: treni, asini, cavalli e – naturalmente - automobili. Fra i modelli protagonisti dell'avventura, troviamo tre simboli dell'epoca: la Chevrolet blu scuro del 1933, una Vauxhall rossa e un modello Morris

L'Oxiana di Maranello

Questa seconda opera ha ispirato l'Istituto Professionale Statale “Dino Ferrari”, la scuola di meccanica voluta e realizzata dal Drake a Maranello: nel 1995 l'istituto ha dato vita al progetto di due veicoli elettrici alimentati a energia solare, Oxiana I e II. Il secondo è stato presentato alla manifestazione “Motore 2000” di Milano per poi essere sperimentato in Asia, proprio nelle terre dove è ambientato il romanzo di Byron: lungo la cosiddetta "via per l'Oxiana”.

Classici “sulla strada”

Se si parla di romanzi, di viaggi e di strada non si può non citare uno dei classici della letteratura: “On the road” (1957) di Jack Kerouac, il manifesto della beat generation. Ambientato verso la fine degli anni quaranta racconta le vicende di Sal Paradise in un viaggio-scoperta su e giù per gli Stati Uniti a fianco del suo folle compagno d'avventura Dean Moriarty. I due guidano da New York a San Francisco - e negli altri numerosi spostamenti lungo le strade d'America - auto che hanno segnato la storia dei motori a stelle e strisce: fra queste una Hudson del '49 e la Ford Sedan del '37 che li condurrà fino in Messico.

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