Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 16:14

Nissan, produzione europea a rischio per Brexit.

Edoardo Nastri ·

Nissan segue con non poco apprensione la situazione dei suoi impianti produttivi in Europa. Lo stabilimento spagnolo vicino a Barcellona soffre a causa del calo della domanda, mentre quello di Sunderland, nel Regno Unito, vive tutte le incertezze portate dalla Brexit.

“Il mantenimento del sito inglese, dove si producono modelli che rappresentano la maggior parte delle vendite europee del nostro marchio, rimane avvolto da un punto interrogativo”, ha dichiarato Gianluca de Ficchy, presidente di Nissan Europe. Senza contare le difficoltà derivate oggi per tutti i costruttori dalla diffusione del coronavirus.

“Se il Regno Unito non dovesse raggiungere un accordo di libero scambio con l’Unione Europea e si arrivasse a dazi del 10%, non saremmo più in grado di guadagnare sulla vendita delle nostre auto”.

“Rivedere la strategia”

“Il provvedimento potrebbe essere causa non solo della chiusura dell'impianto, ma anche della revisione dell’intera strategia europea di Nissan. Non saremmo in grado di farcela”, ha proseguito il manager. Nello stabilimento di Sunderland attualmente vengono costruite la Qashqai, la Juke e l’elettrica Leaf, modelli la cui produzione potrebbe essere nel peggiore dei casi trasferita nelle fabbriche del partner Renault.

“Per il momento, comunque, la mia idea è quella di rimanere in Europa con la nostra fabbrica in Inghilterra”, ha detto de Ficchy. Il calo di volumi subiti dallo stabilimento spagnolo è “un argomento che stiamo esaminando anche con i sindacati spagnoli, per spiegare la necessità di rivedere la nostra strategia nel Vecchio continente”. Al momento sono previsti 600 esuberi.

Numeri in rosso

Il 2020 non si presenta roseo per il costruttore giapponese che ha già tagliato del 43% le stime sul risultato operativo per l’anno fiscale che si concluderà a marzo e rivisto al ribasso le previsioni di vendita.

Nel terzo trimestre del 2019 il costruttore ha registrato ingenti perdite, fino a 26,1 miliardi di yen, con una diminuzione delle vendite dell’11%. La previsione è quella di chiudere l’anno con 5,05 milioni di veicoli consegnati: il peggior risultato dal 2013.

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