Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2020 23:57

Coronavirus: stabilimenti Fca a rischio stop.

Angelo Berchicci ·

Gli stabilimenti italiani di Fca rischiano di bloccarsi dal 26 febbraio, secondo il comunicato di un importante fornitore. Pietro Gorlier, capo di Fca area Emea, parlando nella fabbrica di Pomigliano ha successivamente rassicurato: siamo fiduciosi di saper gestire ogni problema, "naturalmente monitoriamo la situazione giorno per giorno".

A mettere a rischio la produzione è lo stop imposto a uno dei principali fornitori del gruppo, la Mta, azienda specializzata in prodotti elettromeccanici con sede a Codogno, epicentro italiano dell’epidemia di coronavirus.

Il minimo indispensabile 

In un comunicato la Mta ha chiesto la riapertura parziale dello stabilimento nella cittadina lodigiana, chiuso a seguito delle disposizioni del ministero della Salute. Secondo l’azienda sarebbe sufficiente consentire l’accesso al 10% della propria forza lavoro (60 persone circa) per riprendere le attività produttive e scongiurare la paralisi degli impianti di Fiat Chrysler.

"La parziale ripresa delle attività di MTA Codogno - si legge nella nota - permetterebbe all'azienda di poter espletare le consegne nei confronti dei suoi clienti, consentendo agli stabilimenti italiani ed esteri delle case costruttrici di veicoli, con le quali collabora, di non interrompere le linee di produzione, evitando ulteriori aggravi dal punto di vista economico e sociale".

Ripercussioni importanti

Se invece l’impianto dovesse restare chiuso, l’azienda di Codogno prevede che gli stabilimenti Fca di Mirafiori, Cassino, Melfi e quello Sevel di Atessa esauriranno le scorte di componenti elettromeccaniche già a partire dal 26 febbraio, mentre dal 2 marzo potrebbe toccare a tutti gli altri siti Fca in Europa e a buona parte di quelli Renault, Bmw e Peugeot. Qualora poi la disposizione di chiusura forzata dovesse permanere, verrebbero coinvolti anche altri produttori come Jaguar Land Rover, Iveco, CNH e Same, con cui la Mta ha in essere contratti di fornitura.

Misure straordinarie per i dipendenti

A sostegno della sua richiesta, la Mta si è impegnata a ridurre al minimo i contatti tra i lavoratori che, se fossero autorizzati a ritornare nei locali aziendali, verrebbero distribuiti in un’area di 40mila metri quadrati e verrebbero costantemente sottoposti a controlli sanitari con riguardo ai sintomi della Covid19.

“Mta - ha spiegato l'azienda - ha già affrontato l'emergenza provocata dal coronavirus nel proprio stabilimento cinese di Shanghai, e dunque conosce tutte le procedure necessarie per continuare a produrre nella piena sicurezza dei propri lavoratori".

Tag

coronavirus  · Covid19  · FCA  · Fiat Chrysler Automobiles  · Mta  · 

Ti potrebbe interessare

· di Edoardo Nastri

Il gruppo potrà recuperare le componenti elettriche dalla MTA di Codogno, comune in quarantena vicino a Milano. Scongiurato l'arresto di Mirafiori, Cassino e Melfi

· di Edoardo Nastri

La società di stile e ingegneria del gruppo Volkswagen ferma due stabilimenti nella Città metropolitana di Torino dopo che un dipendente è risultato positivo ai test