Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 16:10

Adiconsum: la ricarica come "servizio pubblico".

Marina Fanara ·

"I soli incentivi all'acquisto dei veicoli elettrici non bastano. Per centrare l'obiettivo che l'Italia intende raggiungere nel 2030, quello dei 4 milioni tra auto e furgoni a batteria in circolazione, bisogna garantire ai cittadini una ricarica con lo standard di un servizio pubblico".  

A dichiararlo è Carlo De Masi, presidente Adiconsum: l'associazione dei consumatori ha mandato una lettera al governo proprio per chiedere lo sviluppo nel nostro Paese di una rete di colonnine pubbliche veloci, accessibili a tutti e di facile utilizzo per i cittadini.
"La garanzia di un servizio di rifornimento sicuro e senza problemi", sottolinea Piepaola Pietrantozzi, segretario generale di Adiconsum, "è fondamentale per un vero sviluppo della mobilità elettrica, molto più degli incentivi al solo acquisto dei veicolo".

Problemi da affrontare

L'associazione chiede attenzione al governo affinché provveda a inserire nel Pniec (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima inviato a Bruxelles lo scorso gennaio) due questioni finora non adeguatamente considerate dalle istituzioni. 
La prima riguarda la "certezza della qualità del servizio erogato e delle tutele all'utente da parte di chi lo fornisce". La seconda è il fattore prezzo: l'associazione ritiene che i costi della ricarica pubblica debbano essere inferiori rispetto ai carburanti fossili.

Come risolverli?

Per Adiconsum la soluzione potrebbe essere "il riconoscimento della ricarica elettrica come servizio pubblico. "Il che significa - dichiara Pietrantozzi - imporre alle aziende fornitrici il rispetto delle norme che regolano l'intero settore, sottoponendole al controllo degli organi delegati in materia".

Alla luce di tali considerazioni, l'organizzazione dei consumatori chiede "a governo e ministeri di adoperarsi al più presto per colmare la lacuna normativa".

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