Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2021 22:44

Il sogno di Rivian, "la cosa che si muove".

Carlo Cimini ·

"L'avventura è vita", afferma Robert RJ Scaringe, fondatore e amministratore 36enne di Rivian, la giovane Casa automobilistica di Detroit specializzata in veicoli elettrici e considerata da Morgan Stanley la principale competitor di Tesla. Rivian e il suo ceo sono così credibili che hanno convinto Ford a comprarsi una partecipazione di minoranza, investendo circa 500 milioni di dollari in azioni. L'idea del marchio dell'Ovale Blu è quella di accelerare la produzione di un veicolo a batteria inedito a ruote alte.

Ma Rivian è diventata famosa grazie ad Amazon, che l'anno scorso ha staccato un assegno da 700 milioni di dollari per l'acquisto di 100mila furgoni elettrici, il più grande ordine di veicoli a batteria mai effettuato. I primi 10mila arriveranno nel 2022 negli Stati Uniti.

"Ossessionato dalle auto"

"Andare a pesca, giocare a golf o portare la famiglia a pranzo. Ogni cosa è stimolante", si racconta Scaringe alla rivista statunitense Forbes. Ma niente è paragonabile alla "cosa che si muove", come lui chiamava l'auto da bambino. La passione per le quattro ruote inizia in età adolescenziale non appena ebbe la possibilità di maneggiare gli attrezzi e aiutare il vicino a riparare una Porsche 356 nel suo garage di Melbourne, in Florida.

"Il mio modello preferito era una Speedster di fine anni cinquanta", afferma Scaringe. Al liceo era  ossessionato dall'idea di mettere su un proprio marchio di automobili. Così si prese un dottorato in ingegneria meccanica presso il prestigioso Sloan Automotive Lab del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

I primi investitori

Nel 2009 comincia a sviluppare una coupé sportiva con motore termico, simile alla Roadster elettrica di Tesla. Ma nel giro di un paio d'anni, abbandona: "Non stavamo costruendo qualcosa di cui il mondo avesse veramente bisogno", ammette Scaringe.

"È frustrante sapere che le cose che amavo erano anche dannose per l'aria e la rendevano più sporca, causando ogni sorta di problemi", dice a Forbes. Quindi cambia rotta e si concentra su veicoli a batteria, nonostante tutto ciò richiedesse molto più tempo e più denaro.

Per finanziare i suoi "sogni elettrici", Scaringe raccoglie 450 milioni dollari da tre grandi investitori: il gruppo Abdul Latif Jameel con sede in Arabia Saudita, che ha forti legami con il Mit, Sumitomo Corp del Giappone e la Standard Chartered Bank di Londra. "Ci è voluto quasi un decennio per produrre la prima auto, perché bisognava perfezionare lo sviluppo della tecnologia e quindi formare un team di ingegneri e designer all'altezza", racconta Scaringe. Per questo il giovane ceo si rivolge a manager di lunga esperienza tra i quali Mark Vinnels, ex McLaren, e Jeff Hammoud, ex Jeep.

Rivian attualmente impiega circa 700 persone, metà nel suo centro di ingegneria a Plymouth (Michigan). Gli altri lavorano ai centri tecnologici di San Jose e Irvine, in California, alcuni in una struttura ingegneristica nel Regno Unito e si fanno assunzioni nel nuovo stabilimento di Normal, nell'Illinois, ex impianto di Mitsubishi che Rivian ha acquisito nel 2017 per 16 milioni di dollari.

I modelli in arrivo

I primi modelli di Scaringe sono il pick up Rivian R1T, che fa concorrenza al Cybertruck di Tesla, e il suv a batteria R1S. Entrambi si basano sullo stesso pianale e offrono prestazioni eccezionali, come i 640 chilometri circa di autonomia. Per entrambi i modelli si dichiara uno 0-100 in 3 secondi. 

I prezzi variano tra i 60mila e i 70mila euro. Rivian prevede di consegnare 20mila unità nel 2021 e 40mila nel 2022. Tradotto: circa 2,8 miliardi di dollari di ricavo. La sfida a Tesla è lanciata.  

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