Ultimo aggiornamento  29 settembre 2020 17:10

Gm: continua la fuga dai mercati.

Angelo Berchicci ·

General Motors prosegue nel suo piano di abbandonare i mercati poco redditizi per concentrarsi su Usa e Cina. Dopo l'uscita dall'Europa, il gruppo americano ha annunciato l’intenzione di ridurre le sue attività in Australia e Nuova Zelanda, dove dal 1948 è presente con il brand Holden, che sarà ritirato entro il 2021. Inoltre, la Casa ha stretto un accordo con il costruttore cinese Great Wall, a cui venderà uno stabilimento in Thailandia.

Una ristrutturazione globale

La mossa rientra in una strategia globale di ristrutturazione avviata con l’arrivo di Mary Barra come ceo nel 2014, e che dovrebbe consentire risparmi per oltre 2 miliardi di dollari a Gm entro il 2021. “Ci stiamo concentrando sui mercati dove abbiamo la possibilità di ottenere importanti ritorni sull'investimento, e vogliamo dare la priorità agli investimenti che guideranno Gm nel futuro della mobilità” ha dichiarato la Barra.

Addio ai mercati marginali

Saranno circa 600 i lavoratori in Australia e Nuova Zelanda che risentiranno della decisione, mentre con la vendita dell’impianto in Thailandia verranno tagliati 1.500 posti di lavoro. Si tratta dell’ultima mossa di Gm in questa direzione, dopo l’addio all’Indonesia nel 2015, la vendita a Psa dei brand europei Opel e Vauxhall nel 2017 e la successiva uscita dal mercato sudafricano, vietnamita, indiano e russo.

La scomparsa del marchio Holden era già stata annunciata nel 2017, dopo la cessione del brand inglese Vauxhall. Difatti, assieme alla Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda sono mercati con la guida a destra, che secondo il presidente di Gm Mark Reuss “non hanno un peso tale da giustificare investimenti per produrre auto che non possono avere altri sbocchi”.

Piani di espansione per Great Wall

Mentre Gm punta a concentrarsi sui margini di profitto piuttosto che sui volumi di vendita, nella direzione opposta va il colosso cinese Great Wall. Alle prese con il rallentamento del mercato domestico, il costruttore ha acquistato l’impianto thailandese di Gm, da cui ha intenzione di produrre vetture da esportare in tutto il sud est asiatico e in Australia.

“Non abbiamo scelta, se non puntiamo ad espanderci a livello globale non sopravviveremo” ha dichiarato Wei Jianjun, numero uno della Casa cinese, che ha recentemente costruito un nuovo stabilimento in Russia e punta ad aprirne uno in Brasile.

  

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