Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 16:16

Toscana, accordo col ministero dell'Ambiente.

Marina Fanara ·

Anche la Toscana, dopo altre regioni tra cui quelle del bacino padano e il Lazio, ha sottoscritto un accordo col governo per migliorare la qualità dell'aria nel proprio territorio.

Gli impegni della Regione

Nel programma, sottoscritto dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa e dal presidente della Toscana Enrico Rossi, la regione si impegna ad attuare una serie di iniziative per ridurre lo smog. Tra le priorità per quanto riguarda i trasporti sono previsti la limitazione alla circolazione per i veicoli diesel più inquinanti, privati e commerciali, il potenziamento nelle aree urbane delle infrastrutture per la mobilità ciclo-pedonale e una serie di incentivi all'uso dei mezzi pubblici.

Previste anche limitazioni agli impianti di riscaldamento più inquinanti, come il divieto di utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomassa con una classe di prestazione emissiva inferiore a “3 stelle”, e relativi contributi per la loro sostituzione. 

Dal governo 4 milioni di risorse

Da parte sua, il ministero si assume l'onere di assicurare un contributo finanziario per attuare le misure stabilite dall'Amministrazione fino a un massimo 4 milioni di euro. Il ministro Costa, inoltre, si impegna anche a promuovere una collaborazione con i ministeri competenti (in primis Infrastrutture e trasporti e Sviluppo economico) "per individuare", si legge nella nota del ministero, "le risorse necessarie a finanziare la sostituzione dei veicoli soggetti alle restrizioni al transito".

Costa: bisogna fare squadra

"Siamo in infrazione europea per la qualità aria", ricorda il ministro Costa, "se non si fa squadra, il problema non si risolve. A Firenze abbiamo fatto squadra: la progettazione per salvaguardare la salute dei cittadini italiani prende corpo anche con questo accordo".

"Il programma sottoscritto con la Toscana", conclude Costa, "va declinato con la Legge clima, gli accordi di programma con le altre regioni italiane, i 180 milioni di euro assegnati alle regioni del bacino padano. La strada è segnata, con un percorso strutturale Ministero-Regioni-Comuni".

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