Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 14:13

ACI dalla parte dei bambini.

Marina Fanara ·

Ogni anno sulle strade d'Italia, muoiono in media 37 bambini (da 0 a 13 anni d'età) a causa di un incidente stradale e 9.900 rimangono feriti, spesso in modo grave. I dati sono emersi in un incontro sulla sicurezza dei più giovani e sulle iniziative più efficaci per metterli al riparo dai rischi organizzato dall'Automobile Club d'Italia, sempre in prima linea in materia di educazione stradale.

Sticchi Damiani: la strada non è solo un gioco

"I bambini sono particolarmente esposti", ha sottolineato il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, "per il solo fatto che la strada è importante per loro, è il primo luogo in cui possono esercitare la propria libertà: giocare a pallone, andare in bici, incontrare gli amici. Ed è giusto che sia così, ma bisogna insegnare ai più piccoli che la strada ha le sue regole e vanno rispettate".

"Il nostro compito è questo", aggiunge il presidente, "i più piccoli devono imparare le regole basilari di comportamento e a questo contribuiscono le lezioni di educazione stradale nelle scuole, ma il percorso formativo continua negli anni, anche dopo aver preso la patente: il documento di guida da solo non significa aver appreso pienamente come gestire gli imprevisti sulla strada".

"Abbiamo potuto constatare che le stragi del sabato sera non sono sempre conseguenti a un eccesso di alcol e droghe", spiega ancora Sticchi Damiani, "spesso i giovani neo patentati sopravvalutano le proprie capacità e sottovalutano i rischi, per gestire i quali serve un bagno d'umiltà. I nostri corsi di guida sicura hanno anche questa finalità: insegnare ai giovani a non sentirsi invincibili: la strada ha le sue regole, regole che vanno rispettate per conservare la nostra vita e quella degli altri".

La sicurezza nel dna

"L'impegno dell'ACI per promuovere la sicurezza risale alle origini, già da quando è stato costituito l'Ente", ha sottolineato Giuseppina Fusco, presidente dell'Automobile Club di Roma e della Fondazione Caracciolo dell'ACI, "lo abbiamo nel dna, non ci stancheremo mai di trovare soluzioni, soprattutto a tutela dei più giovani: vogliamo essere loro alleati in questa battaglia contro il rischio di perdere la vita sulle strada o di riportare gravi disabilità di cui spesso rimangono vittime i ragazzi coinvolti in incidenti".

Strage in tutta Europa

Un bilancio pesante quello che riguarda coinvolti negli incidenti e non solo in Italia. Secondo i dati dell'Etsc (European transport safety council) in Europa, nell'ultimo decennio hanno perso la vita ben 8.100 bambini: la metà viaggiava a bordo di un'auto, un terzo camminava per la strada e il 13% andava in bicicletta. Sempre secondo l'Etsc, l'incidente stradale è la prima causa di morte in un bambino su 13.

C'è una lista di regole per proteggerli, a cominciare dall'uso dei sistemi di ritenuta (nel 2018, solo la Polizia stradale ha elevato più 10 contravvenzioni al giorno per mancato uso dei seggiolini) così come il casco in bicicletta e indumenti o accessori catarifrangenti che li rendano visibili per la strada.

Educazione, dalla nascita al liceo

Fondamentale il ruolo dell'educazione stradale fin dai banchi di scuola, dall'asilo alle superiori. Solo nel 2019 l'ACI ha formato 25mila bambini nelle scuole, coinvolgendo i più piccoli e le loro famiglie anche con iniziative speciali come A passo sicuro e TrasporACI Sicuri.

Attraverso lo sport sono stati coinvolti 5mila bimbi con Karting in piazza e migliaia di ragazzi delle superiori nel progetto Sara safe factor. A questi si aggiungono i 25mila neopatentati con il metodo Ready2go, specificatamente sviluppato dall'ACI, e i corsi di guida sicura presso i centri di Vallelunga e Lainate

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