Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:59

Toyota, una piccola da riciclo.

Giovanni Barbero ·

Il piccolo veicolo elettrico che Toyota ha annunciato all’ultimo Salone di Tokyo vedrà la luce nel 2020. La vettura avrà al massimo due posti e, secondo il quotidiano giapponese Nikkei, dovrebbe essere equipaggiata con una batteria con chilowattora ridotti per un’autonomia di circa cento chilometri.

Una volta deteriorato l'accumulatore Toyota attiverà un piano di riciclo che prevede la vendita dei vecchi accumulatori ad operatori di altri servizi, come società dedicate alla realizzazione di oggetti tech e smartphone. Nello specifico il costruttore giapponese potrebbe avere già un accordo con Panasonic e Chubu Electric Power.

Possibile riutilizzo per il car sharing 

Se il piano dovesse essere confermato Toyota potrebbe valutare il riciclo con nuovo utilizzo anche per le altre batterie dal maggior voltaggio, prevedendo una nuova installazione anche su veicoli che devono percorrere brevi tratti di strada oppure per le auto dedicate ai servizi di sharing.

Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2018 la produzione di vetture elettriche è stata globalmente di circa 1,5 milioni di vetture, ma le previsioni di IHS Markit parlano di circa 8 milioni di unità entro il 2025. Numeri sufficienti ad alimentare lo sviluppo di un mercato parallelo di batterie usate.

Il business del riciclo  

Toyota non è l'unica azienda con l’intenzione di riciclare gli accumulatori. La società di trading giapponese Itochu ha stretto una partnership con Shenzhen Pandpower, azienda cinese specializzata nel riutilizzo di batterie. Lo scopo sarebbe quello di comprarle a fine vita, rigenerarle e rivenderle a diversi costruttori: tra i primi clienti ci sarebbe Byd, uno dei maggiori marchi automobilistici della Repubblica popolare. 

Tag

Auto elettriche  · Batterie  · Toyota  · 

Ti potrebbe interessare

· di Alessandro Marchetti Tricamo

Nessun ritardo rispetto ai rivali: per i giapponesi manca ancora il business. Dal 2020 primi modelli in Cina e Giappone. L'Europa dovrà attendere