Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 23:31

Tata, svolta elettrica in India.

Valerio Antonini ·

Il gruppo indiano Tata Motors - che comprende anche industrie siderurgiche, chimiche, elettroniche - ha avviato un intenso programma di sostenibilità che interessa tutte le sue aziende, soprattutto la divisione automobilistica.

Il progetto è da considerarsi a lungo termine. "Non stiamo solo lanciando nuovi veicoli, ma vogliamo dare vita a un vero e proprio ecosistema", dice Guenter Butschek, amministratore delegato di Tata Motors, un costruttore importante anche per l'Europa, visto che dal 2008 detiene la proprietà dei marchi Jaguar e Land Rover.

Low-cost a batteria

Secondo l'agenzia britannica Reuters, il colosso di Mumbai starebbe pianificando di fabbricare batterie a elevata autonomia per vetture elettriche da vendere a prezzi accessibili, intensificare la collaborazione con il governo per migliorare la rete di infrastrutture per la ricarica veloce e costruire un impianto per il riciclaggio degli accumulatori.

Cross-over in arrivo

L'obiettivo è dare la spinta decisiva al mini-suv Nexon, alimentato da un elettromotore da 30,2 chilowattora e oltre 300 chilometri di autonomia (dicono da Tata), in vendita per il mercato indiano a metà del 2020 al prezzo di circa un milione e mezzo di Rupie (l'equivalente di 18mila euro circa).

Il piccolo crossover affiancherà la city-car Tigor con un pacco batterie dalla capacità ridotta (21 chilowattora).

650 stazioni di ricarica

Tata Motors sarà affiancata da altre importanti aziende del gruppo: il produttore di accumulatori Tata Chemicals - che realizza batterie agli ioni di litio facili da riciclare - la catena di negozi di elettronica di consumo Tata Croma e il produttore di energia Tata Power, che (stando a quanto affermato dal ceo Praveer Sinha) intende installare nel 2020 almeno 650 stazioni di ricarica in India.

In attesa di un passo del governo per aumentare ancora le colonnine pubbliche.

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