Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:43

L'elettrica in giro per il mondo (VIDEO).

Linda Capecci ·

Il Wall Street Journal ha realizzato un'inchiesta per provare a capire se il mondo sia davvero pronto ad accogliere una mobilità 100% elettrica. L'esperimento ha coinvolto diversi giornalisti del quotidiano di New York che hanno effettuato i test di guida in otto stati: in Nord America si sono divisi tra Michigan, North Carolina, Texas, Virginia e California poi in Germania, Cina e Giappone. I reporter hanno trascorso tre settimane spostandosi su diversi veicoli a emissioni zero.

La sfida elettrica è stata pubblicata sul canale Youtube della testata: il video è un interessante spunto di riflessione sulla motorizzazione pulita, sui suoi svantaggi e i suoi limiti, purtroppo.

Una visione d'insieme

Nel complesso, i giornalisti hanno constatato che i veicoli elettrici sono ottimi per svolgere le attività e le commissioni di tutti i giorni in città. I problemi sono subentrati nel momento in cui hanno testato le vetture su tragitti più lunghi, al di fuori delle aree urbane. Quasi tutti hanno dovuto pianificare meticolosamente i viaggi su strada a seconda della disposizione delle colonnine di ricarica, e in alcuni casi, sono stati in ansia a causa della diminuzione dell'energia prima di raggiungere la stazione di rifornimento più vicina.

I protagonisti

 

Nora Naughton, Michigan, Chevrolet Bolt

Valerie Bauerlein, North Carolina, Jaguar I-Space

Katherine Blunt, Texas, Nissan Leaf

Sean Mclain, Japan, Nissan Leaf

Lee Hawkins, Virginia, Tesla Model 3

William Boston, Germany, Mercedes EQC

James Areddy, China, Buick Velite 6

Erich Schwartzel, California, Hyundai Kona

Gli inconvenienti

Valerie Bauerlein in North Carolina ha affrontato un momento difficile a bordo della Jaguar I-Space che stava testando: ha impiegato 8 ore per portare a termine un tragitto di 214 chilometri proprio perché aveva difficoltà a trovare dei punti di ricarica. Nora Naughton che ha svolto la prova in Michigan su una Chevrolet Bolt, ha impiegato 30 ore per percorrere 430 chilometri: le infrastrutture di ricarica dello stato americano sembrano essere ancora insufficienti, inoltre il freddo ha rallentato il processo di rifornimento della batteria che ha sottratto alla reporter ben 19 ore del suo tempo. 

In Germania, l'inviato William Boston è stato costretto a tornare a piedi a casa per una ricarica notturna alla sua Mercedes EQC.

Tesla e Cina le più positive

Il giornalista di New York Lee Hawkin ha avuto invece un'esperienza positiva a bordo della Tesla Model 3, grazie alla solida rete di ricarica di cui gode la Casa di Elon Musk.

Ottimo il riscontro dell'inviato in Cina James Areddy, che ha incontrato moltissime colonnine a bordo della sua Buick Velite 6, di produzione locale.

"L'infrastruttura di rifornimento del paese asiatico è gestita e finanziata dal governo di Pechino che sta spingendo verso la progressiva elettrificazione delle case automobilistiche". Qui gli acquirenti sono incentivati al passaggio ai veicoli a emissioni zero, proprio per questo il 50 per cento di tutte le "e-cars" del mondo sono commercializzate in Cina. Forse questa è la strada giusta.

Il problema dei costi

Scegliere un veicolo a batteria equivale a un compromesso e gli otto giornalisti l'hanno presto constatato. Acquistare un'auto elettrica è un'opzione dispendiosa - basta leggere i listini - e ancora riservata a pochi, anche se a lungo termine promette di abbattere i costi.

Elettrico vuol dire zero emissioni, guida silenziosa, ma soprattutto guardare avanti. Siamo pronti ad abbracciare questo futuro? Dall'esperimento del Wall Street Journal risulta ci sia ancora molta strada da fare.

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