Ultimo aggiornamento  13 agosto 2020 17:10

In vendita 6 pezzi di storia Lancia.

Angelo Berchicci ·

Ad essere pignoli mancherebbero Stratos e Fulvia Coupé HF. Ma anche così siamo sicuri che gli appassionati apprezzeranno questo spaccato di storia agonistica firmato Lancia. Sei tra le auto da corsa più famose della Casa, tutte appartenenti a John Joseph Campion - uno dei maggiori collezionisti del marchio torinese - sono state messe in vendita, singolarmente o come collezione intera, ad un prezzo che in quest’ultimo caso si aggira attorno ai 7 milioni e mezzo di dollari.

Ad accomunare le vetture c’è l'inconfondibile livrea Martini, segno distintivo della squadra corse ufficiale Lancia dagli anni ’80 in poi. La collezione Campion è stata presentata a Palm Beach durante l’ultimo ‘Cavallino Classic’, il più grande raduno di Ferrari storiche negli Usa, dalla concessionaria specializzata italo-britannica Girardo&Co, incaricata della vendita.

Tre per la pista

La Beta Montecarlo Turbo venne progettata dalla Lancia nel 1978 per gareggiare nel Mondiale marche. Grazie a questa vettura la Casa vinse i campionati del 1980 e del 1981, con Cesare Fiorio alla direzione della squadra corse e nomi del calibro di Riccardo Patrese, Walter Röhrl, Carlo Facetti, Eddie Cheever, Giorgio Pianta e Markku Alén al volante. Si trattava di una vettura 'silhouette', ovvero della coupè stradale su cui si basava, la Beta Montecarlo, manteneva solamente la parte centrale del corpo vettura e il monoblocco del motore.

Il telaio della LC1, realizzata da Lancia per competere nel campionato del mondo Endurance del 1982, è opera di Giampaolo Dallara, che per la monoscocca prese ispirazione dalle vetture di Formula Uno dell’epoca. Questo esemplare, il secondo di quattro costruiti, ha preso parte a 6 gare del mondiale su 8, conquistando quattro pole position nella sua categoria, due secondi posti e una vittoria alla 1000 chilometri del Nurburgring. E’ stata condotta in gara da nomi come Michele Alboreto, Alessandro Nannini, Teo Fabi, Rolf Stommelen e Piercarlo Ghinzani.

La LC2 è stata l’auto che ha rappresentato i colori italiani tra il 1983 e il 1986 nel campionato del mondo Fia Sport, allora la massima serie per le vetture sport-prototipo. Oltre ai tecnici della scuderia Lancia-Abarth, su questa vettura si sono stati concentrati anche gli sforzi di Dallara, ancora una volta autore della scocca, ma anche di Ferrari. A muovere le vetture c’è infatti un V8 proveniente dalla Casa di Maranello, derivato dal 3.2 montato sulla 308 GTB ma appositamente modificato per rientrare nel regolamento Fia, con cilindrata ridotta a 2.6 e l’aggiunta di due turbocompressori. L’esemplare in vendita è il numero 0001, il primo dei sette costruiti.

E tre per i rally

La 037 Evo 2 fu l’arma creata dalla Lancia per competere nella massima categoria del campionato mondiale rally, il Gruppo B. L'auto vinse il titolo costruttori al suo debutto nel 1983 (fu l’ultima volta di una trazione posteriore), battendo le agguerrite Audi Quattro, e in carriera riuscì a conquistare, fra l’83 e l’85, anche tre titoli europei e due italiani. La vettura in questione è l'undicesima di venti Evo 2 costruite e ha iniziato la sua carriera agonistica nel rally di Finlandia del 1984 guidata da Markku Allen.

Subentrata nel 1985 alla 037, la Delta S4 fu l’ultima Lancia a correre nel Gruppo B prima della sua abolizione perché ritenuto troppo pericoloso. E’ stata tra le protagoniste di uno dei periodi più agguerriti nella storia dei rally, nonché della tragica scomparsa di Henri Toivonen e Sergio Cresto al tour de Corse 1986. L’esemplare in vendita, con telaio 208, vide la luce nell’ottobre del 1985 e venne utilizzato da Miki Biasion, Markku Alen e Giorgio Pianta per i test in vista del Rally di Monte Carlo 1986.

La Delta HF Integrale ha un posto speciale nel cuore di tutti gli appassionati in quanto fu l’ultima Lancia a trionfare nei rally. L’auto della collezione Campion, targata TO-34162H, è del 1988, anno in cui vinse sia il Rally di Portogallo che l’Olympus Rally guidata da Miki Biasion. Il campione di Bassano del Grappa quell’anno ottenne in totale altre 5 vittorie (su altri esemplari di Delta), aggiudicandosi il suo primo titolo piloti. Tra il 1987 e il 1992 la Delta Integrale, nelle sue diverse evoluzioni, conquistò complessivamente quattro titoli piloti e sei titoli costruttori di fila.     

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