Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 14:32

Opel, la Grandland X mette la spina.

Angelo Berchicci ·

BASILEA - La nuova Opel Grandland X Hybrid4 è un esempio di integrazione riuscita bene. Non ci riferiamo solamente alla fluidità con cui la trazione passa dal motore endotermico ai due motori elettrici e viceversa. Grazie a questa vettura (e all'imminente Corsa-e) la Casa tedesca - ultima arrivata in Psa - dimostra di aver recuperato il ritardo nell’elettrificazione, tagliando il traguardo dell’ibrido plug-in assieme alle sorelle francesi. La Grandland X Hybrid4 si basa infatti sulla stessa piattaforma EMP2 utilizzata da Peugeot 3008 e 508, Citroen C5 Aircross e DS7 Crossback, con cui ha in comune anche l’architettura e le componenti che muovo le rispettive versioni "alla spina".

Le differenze sono sotto il cofano 

Esternamente non vi sono differenze tra la Hybrid4 e il resto della gamma Grandland X, a parte gli specifici cerchi in lega da 19 pollici e la vistosa verniciatura optional bi-colore. Le novità sono tutte sotto al cofano, dove troviamo il 1.6 turbo a benzina in una configurazione da 200 cavalli, unito a due motori elettrici – uno su ciascun asse: il primo è inserito tra cambio e propulsore termico, mentre il secondo spinge le ruote posteriori. Complessivamente, la potenza massima erogabile dal sistema è di 300 cavalli, un valore che assieme alla coppia di 520 newtonmetri rende la Hybrid4 la Opel più potente in listino. La trasmissione è affidata al pluricollaudato cambio automatico doppia frizione a otto rapporti EAT8, mentre ad alimentare le unità elettriche c’è una batteria da 13,2 kilowatt, posizionata sotto i sedili posteriori in modo da non togliere spazio al bagagliaio e in grado di assicurare 59 chilometri di autonomia in modalità puramente elettrica.

Quattro modalità di guida 

Il cuore dell’intero sistema è il selettore da cui si può scegliere tra le quattro modalità di guida. In "Elettrica" l’auto si muove a zero emissioni e il propulsore a benzina è sempre spento, ma si può attivare temporaneamente in caso di brusche accelerazioni. La modalità "Ibrida" utilizza assieme o in maniera alternata i tre motori per ottimizzare il consumo di carburante in base allo stile di guida. In "Sport" la priorità viene data alle prestazioni, con il 1.6 che rimane acceso quasi sempre e viene aiutato dai motori elettrici se si richiede maggiore spinta. Infine, in "Integrale" la trazione viene mantenuta su tutte e quattro le ruote, in modo da assicurare stabilità e trazione anche in condizioni di scarsa aderenza o su fondi non asfaltati.  

Assetto bilanciato

Il passaggio dalla trazione a batteria a quella a benzina e viceversa è difficilmente avvertibile: il sistema non presenta vuoti né ritardi, alla guida si nota solamente un’erogazione piuttosto omogenea e costante. Grazie alle unità elettriche l’auto si dimostra molto reattiva anche sfiorando l’acceleratore, mentre premendo più a fondo la potenza congiunta dei tre motori garantisce una spinta importante. Tramite la leva del cambio si può scegliere tra due intensità di frenata rigenerativa, con i propulsori elettrici che si trasformano in generatori e vanno a ricaricare la batteria in fase di rilascio. Alla guida ci si fa rapidamente l’abitudine, ma il passaggio tra rigenerazione e freno a pedale potrebbe essere più graduale. Sulle tortuose strade a ridosso del Feldberg, la montagna più elevata della Foresta Nera, la Grandland X ha messo in luce un assetto ben bilanciato, che dissimula bene la mole dell’auto e la rende piuttosto precisa in curva.

In off-road con cautela

Grazie alle quattro ruote motrici e agli pneumatici M+S non abbiamo avuto alcun problema neanche nelle partenze in salita su fango e neve. Peccato per l’assenza dell’Hill Assist Descent Control, il sistema che permette di controllare la velocità della vettura nelle discese più ripide, segno che la trazione integrale è concepita più per aumentare la sicurezza sull’asfalto che per l’off-road. Utile la modalità e-Save, grazie alla quale il sistema mantiene una determinata quantità di energia nella batteria, in modo da poterla utilizzare in un secondo momento.

All’interno la vettura è la "solita" Grandland X, che ha dalla sua un abitacolo spazioso, solido, costruito con materiali di qualità e che bada alla sostanza più che all’apparenza. L’unica differenza rispetto alle versioni a motore termico sta nel cruscotto: il display centrale dà informazioni sulla situazione del powertrain, mentre lo strumento analogico di sinistra indica in tempo reale la quantità di potenza che viene utilizzata. Nulla da ridire sulla facilità di lettura, ma un cockpit interamente digitale sarebbe stato più adatto alla tipologia di auto, e avrebbe permesso anche di mantenere il contagiri.

Disponibile anche a trazione anteriore

Per ricaricare la batteria servono 7 ore dalla presa domestica, circa 2 ore da wallbox e colonnine e meno di un’ora alla massima velocità possibile tramite le postazioni pubbliche. Per ottenere queste prestazioni bisogna optare per il caricabatterie opzionale da 7,4 chilowatt, mentre con quello da 3,7 montato di serie i tempi si allungano. Il prezzo della Hybrid4 parte da 46.900 euro, ma può scendere fino a 38.400 euro se si sommano ecobonus e incentivi messi a disposizione da Opel. L’auto è già ordinabile, con le prime consegne previste a febbraio.

Per chi non fosse interessato alle quattro ruote motrici, dalla primavera la Grandland X ibrida "alla spina" sarà disponibile anche con la sola trazione anteriore. In questo caso il prezzo di listino è di 42.550 euro, che può arrivare a 34.050 euro al netto degli incentivi. Con questa vettura Opel fa il suo ingresso in un settore in grande crescita. Nei prossimi mesi arriveranno diversi nuovi suv plug-in, tra cui ricordiamo - oltre ai già citati modelli di Psa - Renault Captur, Jeep Renegade e Compass, Toyota Rav4, Seat Tarraco, Bmw X1 e X3, Mercedes GLC.

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