Ultimo aggiornamento  29 ottobre 2020 21:35

"Mal'Aria" 2020: Italia malata di smog.

Marina Fanara ·

Legambiente parla di un'emergenza ormai diventata "cronica" e, in mancanza di soluzioni efficaci, lo diventerà sempre di più: dall'analisi dei dati raccolti in Mal'aria 2020, il report annuale sull'inquinamento nelle aree urbane d'Italia, negli ultimi dieci anni circa un terzo delle città italiane ha sistematicamente superato i limiti giornalieri consentiti dalla legge per il Pm10.

Le previsioni non sono incoraggianti. Dalla ricerca emerge che dall'inizio dell'anno a oggi sono già 5 le città fuorilegge per le polveri sottili: Frosinone e Milano (19 giorni ciascuna), Padova, Torino e Treviso per 18 volte. Nella morsa dello smog anche Roma e Napoli, hanno già collezionato rispettivamente 15 e 16 giorni di Pm alle stelle.

2019 anno record

L'anno peggiore del decennio è stato il 2019 con 54 capoluoghi di provincia che hanno registrato valori non a norma o per le polveri sottili (limite fissato a 50 microgrammi giornalieri al metro cubo per non più di 35 volte nell'arco dei 12 mesi) o per l'ozono (massimo 25 giorni con superamento di 120 microgrammi giornalieri al metro cubo). In 26 città si sono registrati concentrazioni oltre al consentito per entrambi gli inquinanti.

Torino maglia nera

La città che ha collezionato il record è Torino: nel 2019 l'allarme inquinamento è scattato per ben 147 giorni (86 per le polveri sottili e 61 per l'ozono). A seguire Lodi (135 giorni, di cui 55 per il Pm10 e 80 per l'ozono) e Pavia con 130 superamenti, di cui 65 per entrambi gli inquinanti.

Il capoluogo piemontese è primo in classifica anche considerando l'ultimo decennio: ha sforato il limite per 7 annualità su 10 collezionando complessivamente 1.086 giorni di allarme inquinamento.

Blocchi del traffico: solo palliativi

"L'ormai cronica emergenza smog va affrontata in maniera efficace", sottolinea Stefano Ciafani, presidente Legambiente, "le deboli e sporadiche misure anti inquinamento, come il blocco del traffico adottato nei giorni scorsi a Roma e in diverse città della penisola, sono solo interventi palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi se non all’interno di interventi strutturali".

"Servono politiche e azioni efficaci, e integrate a livello nazionale", aggiunge Ciafani, "su tutte le fonti inquinanti, con un pacchetto di interventi sia sulla mobilità urbana (più mezzi pubblici, veicoli condivisi, a basse o zero emissioni e servizi multi-modali), che su riscaldamento domestico, produzione di elettricità, attività industriali e agricoltura".

60 mila morti l'anno per lo smog

Legambiente ricorda, infine, che l'inquinamento dell'aria oggi è la più grave minaccia per la salute umana oltre che per l'ambiente: solo in Italia 60mila morti premature l'anno sono riconducibili allo smog con un costo economico per la collettività che oscilla tra i 47 e i 142 miliardi di euro l'anno considerando malattie, cure, visite, giorni lavoro persi.

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