Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:41

Mobilità, largo alle due ruote.

Elisa Malomo ·

Il 2019 ha registrato un forte aumento delle misure emanate dalle amministrazioni comunali italiane dedicate all'utilizzo di biciclette e ciclomotori in ambito urbano. Lo rivela il Focus2r, l'indagine condotta dall'Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) in collaborazione con Legambiente sul settore delle due ruote in Italia.

Rapporto in positivo

Rispetto al 2015, primo anno di rivelazione delle studio, la situazione è cambiata. Aumenta del 15% la disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone 30. I comuni che consentono l'accesso delle biciclette nelle corsie rivervate ai mezzi pubblici passano dal 20% al 24%, mentre più della metà delle amministrazioni che hanno risposto all'indagine (55%) autorizza il trasporto dei mezzi a pedali su tram, treni e bus.

La disponibilità dei mezzi destinati al bike-sharing non registra un'impennata significativa ma raggiunge comunque un +49%, mentre gli abbonati crescono del +240%.

Più adesioni anche per lo scooter sharing che punta tutto sull'elettrico e che ha visto una crescita dei veicoli a disposizione che ha toccato il +320%.

I limiti del settore

Fra i limiti più evidenti restano gli scarsi incentivi economici per l'acquisto di biciclette (sono solo 12 i comuni che offrono aiuti per quelle a pedalata assistita) e moto (elettriche) che variano dal nord, più incline al cambiamento, al sud, più ancorato agli schemi tradizionali.

In controtendenza con questi aspetti meno positivi, aumentano i punti di ricarica: dal 42%, nel 2015, al 59% di oggi.

“Nuovi strumenti di mobilità” Paolo Magri, Presidente di Confindustria Ancma ha detto: “Ci attendiamo un aumento anche nell’utilizzo di nuovi strumenti di mobilità, come i monopattini elettrici, che, al pari delle due ruote, offrono soluzioni efficaci, ma richiedono un’attenzione specifica alle regole di utilizzo e alle ricadute in termini di sicurezza”.

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