Ultimo aggiornamento  26 febbraio 2020 00:10

David Lynch, auto e sogni.

Linda Capecci ·

20 gennaio 1946, è la data di nascita di David Lynch, che oggi compie 74 anni. Il regista, uno tra i più influenti del cinema contemporaneo, quest'anno è stato insignito dell'Oscar alla carriera e Cahiers du cinema - la più prestigiosa rivista cinematografica francese - ha recentemente nominato il suo "Twin Peaks: The Return" il film più bello della decade.

Una poetica, quella dell'autore nativo di Missoula, Montana, che si snoda e districa tra realtà e sogno, identità doppie, polarizzazione e contaminazione di bene e male. Il cineasta americano usa anche le automobili come veicolo delle sue pellicole, un vero viaggio ne "L'impero della mente", come recita il titolo di un suo film.

I segreti di Twin Peaks

Molti lo ricorderanno per il "Twin Peaks" delle origini, cult televisivo degli anni '90 che è stato accompagnato in Italia dal tormentone "Chi ha ucciso Laura Palmer?" In quella che è molto più di una serie televisiva sfrecciano diverse auto che hanno contribuito a fissare nell'immaginario la fittizia cittadina del Montana e i suoi misteriosi abitanti:l'agente speciale Dale Cooper guida un Dodge Diplomat del 1981, Bobby Briggs una Plymouth Barracuda Convertible del 1969, Leland Palmer una Chevrolet Caprice Convertible del 1975. Tra le due ruote indimenticbile l'Harley-Davidson Electra Glide del 1975 di James Hurley.

Incidenti stradali

L'automobile nel cinema di Lynch non è solo un elemento di contorno, si fa anche veicolo dell'incubo del quotidiano americano. D'altronde gli incidenti stradali hanno ispirato grandi registi e artisti; vedi Andy Warhol o John Waters. In "Mulholland Drive" (2001) è un'automobile in corsa ad aprire il film che racconta la storia di "Rita", l'unica sopravvissuta a un terribile sinistro stradale sulla celebre panoramica che domina le colline di Hollywood; non ricorda più chi sia.

Nell'onirico "Cuore Selvaggio"(1993) i protagonisti Sailor e Lulu mentre sono in viaggio notano qualcosa di strano nel mezzo della carreggiata, seguono una scia che conduce fuori dall'autostrada, nel deserto. Lì vedono un'auto capovolta, i fari brillano sul corpo di un uomo disteso, con  il volto coperto di sangue. Una ragazza brancola nel buio, stordita, ha una ferita alla testa. Si lamenta di avere delle "cose appiccicose tra i capelli", cade, tossisce sangue e muore. Cosa sarà successo?

Violenti al volante

Difficile poi dimenticare il “cattivo”di "Blue Velvet"(1986) Frank Booth, interpretato da Dennis Hopper che sfrecciava a tutta velocità su una minacciosa Dodge Charger del 1968.

In "Lost Highway" (1997), invece, un'auto sorpassa prepotentemente Mr. Eddy, che, non digerendo il gesto, insegue lo sventurato conducente, lo tampona e lo picchia a sangue, lasciandolo sofferente sul ciglio della strada.

Scene di ordinaria follia in una "normale" giornata americana.

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