Ultimo aggiornamento  05 aprile 2020 15:38

Renault Captur, best seller rinnovata.

Angelo Berchicci ·

RAVELLO - Quello tra l’Italia e la Renault Captur è un legame ormai consolidato. Il nostro Paese rappresenta, dopo la Francia, il secondo mercato di riferimento per il modello, che sin dal suo lancio nel 2013 detiene il titolo di suv compatto (segmento B) preferito dagli italiani. Un rapporto che non si è affievolito con il tempo (lo scorso anno la Captur è stata l’auto straniera più venduta, strappando il primato alla sorella che lo aveva a lungo detenuto, la Renault Clio) e che ora la seconda generazione della vettura ha la responsabilità di preservare.   

Nuovo pianale 

Esternamente della vecchia Captur rimane la linea pulita, con la fiancata “liscia”, senza spigoli vivi. Il frontale guadagna in aggressività, grazie alle prese d’aria laterali e a proiettori con la virgola a led che richiamano quelli già visti sulla nuova Clio. Cambia completamente il posteriore, dove spiccano i fari dall’inedita forma a boomerang, e cambia soprattutto ciò che sta sotto la carrozzeria. Difatti, la vettura si basa ora sulla nuova piattaforma CMF-B, la stessa su cui nasce anche l’ultima Clio. Il pianale, sviluppato assieme all’alleato Nissan (che lo adotta per la Juke), è più rigido e leggero del precedente, ed è stato sviluppato per essere compatibile con l’elettrificazione.

Adatta ai lunghi viaggi

La Captur è cresciuta di undici centimetri (ora è lunga 4.23 metri), e a guadagnarne è soprattutto il bagagliaio, che ora diventa il migliore della categoria con 536 litri di volume (81 in più). Inoltre, grazie al passo maggiore, aumenta lo spazio per i passeggeri posteriori, che possono beneficiare anche del divano scorrevole di 16 centimetri, una chicca ereditata dal precedente modello. Migliorano di molto i materiali dell’abitacolo e la qualità percepita, grazie all’ampio utilizzo di plastiche morbide al tatto. Negli interni si evidenzia una certa predisposizione ai lunghi viaggi: i portaoggetti sono ampi e, a differenza di molte avversarie, chi siede dietro ha a disposizione due bocchette per l’aerazione, due prese usb e una 12 volt.

Motori per tutte le esigenze

Sulle tortuose strade della Costiera Amalfitana la Captur si è destreggiata bene. L’auto è dotata di un assetto che la rende piuttosto agile, anche a discapito dell’assorbimento sulle sconnessioni più pronunciate. Comfort di viaggio e insonorizzazione sono comunque migliorati rispetto alla precedente versione. I motori più equilibrati per la vettura si sono dimostrati il 1.3 a benzina da 130 cavalli (declinato anche in versione da 155 cavalli) e il 1.5 diesel da 115 cavalli.

Per chi fa tanta strada la soluzione ideale è il diesel da 95 cavalli o l’alimentazione a Gpl, che fa il suo debutto sulla Captur abbinata al tre cilindri 1.0 a benzina da 100 cavalli. Sul piano dell’elettrificazione la francese è la prima suv di segmento B ad essere disponibile (a partire da metà 2020) anche con una motorizzazione ibrida plug-in. Il sistema E-Tech sviluppato da Renault si basa su un 1.6 quattro cilindri a benzina e due unità elettriche per un totale di 160 cavalli e 65 chilometri di autonomia in modalità zero emissioni.

Al passo coi tempi 

Completa la dotazione tecnologica: la vettura può essere dotata di tutti i più moderni dispositivi di ausilio alla guida, come cruise control adattivo e mantenitore di corsia. Il sistema infotainment è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e, come già visto sulla Clio, è caratterizzato dallo schermo touchscreen posto in posizione verticale, a richiamare la modalità di utilizzo di smartphone e tablet. La vettura è già ordinabile con prezzi che variano da 17.700 a 30.600 euro

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