Ultimo aggiornamento  02 luglio 2020 09:23

Tensioni Usa-Iran: che c'entra l'auto?

Redazione ·

L'amministrazione Trump avrebbe minacciato di imporre una tariffa del 25% sulle importazioni di automobili europee se Gran Bretagna, Francia e Germania non avessero formalmente preso posizione accusando l'Iran di aver violato l'accordo sul nucleare di Vienna (2015) a seguito dell'annuncio da parte di Teheran dell'intenzione di riprendere l'arricchimento dell'uranio.

Lo ha riferito  ha riferito il Washington Post, citando "funzionari europei" rimasti anonimi. La decisione iraniana sarebbe stata presa come rappresaglia dopo la morte del generale Qasem Soleimani - il capo delle guardie armate della rivoluzione - rimasto ucciso il 3 gennaio dopo un attacco, ordinato dallo stesso Trump, messo in atto dalle forze armate statunistensi con l'uso di droni presso l'aeroporto di Baghdad, in Iraq.

I tre Paesi europei hanno attivato martedì un "meccanismo di controversia" nell'ambito dell'accordo internazionale sulla moratoria nucleare, che equivale ad un'accusa formale contro Teheran di aver violato i suoi termini e potrebbe portare al ripristino delle sanzioni delle Nazioni Unite revocate in base all'intesa di cinque anni fa. L'Iran ha criticato questa mossa, definendola un "errore strategico".

Escalation pericolosa

Il Washington Post nel suo articolo sottolinea come Trump già in passato abbia minacciato di imporre dazi sulle importazioni di auto europee, con l'intento di strappare migliori condizioni per Washington nell'ambito delle relazioni commerciali tra gli stati. Mai, però, questa forma di pressione era stata utilizzata per indirizzare la politica estera dei Paesi europei. Secondo il giornale uno dei funzionari di Bruxelles avrebbe parlato apertamente di "estorsione" ai danni di Londra, Parigi e Berlino i quali - oltretutto - avevano già segnalato l'intenzione di attivare il meccanismo di controversia.

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