Ultimo aggiornamento  14 agosto 2020 03:49

Una follia chiamata Euro 6.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Bloccare le auto diesel Euro 6 è una follia. Senza se e senza ma. A Roma il 14 gennaio la sindaca Virginia Raggi ha deciso di fermare i veicoli a gasolio di ultima generazione. Il motivo è noto: il superamento dei limiti consentiti di polveri sottili nell’aria rilevato dalle centraline in città. Lo aveva già minacciato nei mesi scorsi, ora l’ha fatto davvero. Sbagliando.

In sede di omologazione, auto Euro 6 diesel e benzina hanno le stesse emissioni di polveri sottili. Un veicolo a gasolio di ultima generazione è più pulito di un benzina di dieci (e più) anni che invece a Roma è stato abilitato a circolare (vedi un Euro 3). Di fronte a un parco auto italiano che ha una età media di oltre 11 anni, un veicolo Euro 6 è qualcosa da incentivare e sicuramente non da penalizzare.

È poi dimostrato che il blocco della circolazione di poche ore - e per di più di una sola parte dei veicoli -non ha alcuna valenza sulla concentrazione degli inquinanti nell’aria.

Ben venga dunque che la sindaca Raggi abbia a cuore l’aria della città di Roma – non altrettanta attenzione è stata riservata ai rifiuti – ma sarebbe meglio adottare provvedimenti più strutturali, come spingere, con l'aiuto del governo nazionale, il parco circolante cittadino verso l’elettrificazione. E allo stesso tempo implementare una rete di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici che a Roma rimane, nonostante i tanti annunci, carente. Va promossa una mobilità alternativa come quella in bicicletta - e perché no con monopattini elettrici - invece che osteggiata (vedi stato di manutenzione delle piste ciclabili romane).

Il problema delle polveri sottili, e più in generale di tutti gli inquinanti, si può provare a risolvere, spingendo sul rinnovo dei veicoli che percorrono centinaia di chilometri in città ogni giorno: pensiamo ai bus del trasporto pubblico, ai taxi, ai veicoli commerciali, alla flotta pubblica, ... C'è poi la manutenzione: i filtri presenti nei diesel, soprattutto, devono essere regolarmente controllati e verificati per far in modo che non perdano la loro efficacia.

La sindaca Raggi poi dovrebbe riservare lo stesso trattamento anche alle caldaie fuorilegge che in città emettono liberamente e senza alcun controllo particelle sottili di gran lunga superiori a quelle del traffico veicolare. Oppure concentrarsi anche sull'emergenza sicurezza stradale, in una città dove le strisce pedonali sono sbiadite come le scelte della politica che governa la nostra capitale.

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