Ultimo aggiornamento  20 gennaio 2020 22:41

Germania: allarme occupazione per l'auto.

Paolo Borgognone ·

La diffusione dei veicoli elettrici potrebbe costare 410mila posti di lavoro in Germania nel settore automotive entro il 2030: lo riferisce il quotidiano Handelsblatt citando come fonte la Piattaforma Nazionale per il Futuro della Mobilità (Npm), un ente consultivo governativo che ha rivisto le stime di due studi già pubblicati nel 2018 dall'istituto di ricerca Fraunhofer-IAO e dal Labour Marcket and Occupational Research.

Secondo il nuovo rapporto degli esperti citato dalla testata di Dusseldorf, solo nella produzione di motori e trasmissioni, gli impieghi a rischio oscillerebbero tra 75 e 88mila.

I perché del calo

I motori delle auto elettriche sono costituiti da molti meno pezzi - circa 200 contro 1.200 - rispetto a un propulsore tradizionale e richiedono anche una minore manutenzione: questo renderà inevitabili, afferma la relazione dell'Npm, una quantità di licenziamenti.

Inoltre, si legge sempre nello studio illustrato al quotidiano da Joerg Hoffman massimo esponente della federazione IG Metal, che raccoglie i sindacati metallurgici tedeschi, la produzione di veicoli sarà ulteriormente automatizzata nei prosismi anni e non potrà sostenere l'attuale livello di posti di lavoro. Nel 2018, l'occupazione nel settore automobilistico in Germania ha raggiunto le 834.000 unità, la più alta dal 1991.

La ricerca tiene conto del fatto che - per raggiungere gli obiettivi di abbattimento delle emissioni imposti dalla Unione europea - il governo di Berlino ha stimato che nel 2030 le auto a batteria circolanti in Germania dovranno essere almeno 10 milioni, per salire a 16,7 milioni entro il 2035.

Voci discordanti

L'allarme lanciato dall'Npm non trova tutti d'accordo. La Vda - Verband der Automobilindustrie, l'associazione dei costruttori - ha affermato che le previsioni di cui si parla sul quotidiano si basano su uno "scenario estremo e irrealistico". Rimane comunque valida, anche secondo questa organizzazione, la stima di circa 80mila lavoratori in meno nel medio/lungo periodo.

La differente valutazione nasce dalla considerazione che - a detta dei produttori - solo una piccola parte delle auto elettriche in circolazione nel 2030 saranno costruite effettivamente in Germania, mentre una quota ben maggiore sarà d'importazione.

Le soluzioni

Per evitare una crisi occupazionale è necessario che le aziende identifichino nuove soluzioni. Lo sostiene Roman Eitzelsberger - responsabile distrettuale di IG Metal per il Baden Wuttemberg, la regione dove hanno sede importanti impianti di Porsche e Daimler - il quale ha citato in proposito il "Patto futuro" siglato già nel 2016 tra i sindacati e il gruppo Volkswagen. Nell'intesa si sottolinea  come le eventuali eccedenze possibili con il passaggio ai motori elettrici debbano essere riassorbite in altri settori aziendali.

Un esempio è l'impianto di Salzgitter, vicino Hannover, dove prima si costruivano i motori per le Volkswagen e che è in via di riconversione per diventare polo realizzativo di propulsori a batteria.

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