Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:25

Fca paga la fabbrica tedesca di Tesla.

Angelo Berchicci ·

Per compensare il ritardo nella riduzione di CO2 della gamma, Fca verserà nelle casse di Tesla 1,8 miliardi di euro fino al 2023, di cui la prima tranche sarà liquidata entro marzo di quest’anno. Si tratta del corrispettivo pagato dal gruppo italo-americano per unire la sua flotta con quella dell’azienda di Palo Alto ai fini del conteggio delle emissioni inquinanti, un’operazione fatta per evitare di incorrere in pesanti multe da parte della Commissione Europea.

Tesla ringrazia

Secondo Ben Kallo della banca d’investimento Robert W. Baird & Co., Fiat Chrysler verserà una cifra compresa tra i 150 e i 200 milioni di dollari a trimestre. L’azienda di Elon Musk inizierà a beneficiare dell’accordo sin dai primi mesi del 2020, tanto da spingere l’analista a sottolineare come, di fatto, le cifre pagate da Fca andranno a finanziare il nuovo stabilimento europeo di Tesla, la cui costruzione partirà nel corso dell’anno in Germania.

Inizialmente i crediti verdi di Tesla copriranno l’80% delle emissioni di Fca, quota che dovrebbe scendere a circa il 15% con l'arrivo delle prime vetture elettrificate, mentre nei piani del costruttore dal 2023 non sarà più necessario alcun aiuto esterno, in quanto la gamma di Fiat Chrysler dovrebbe riuscire da sola a soddisfare i criteri Ue (inoltre, a quella data le cose potrebbero essere radicalmente diverse qualora venisse già ultimata la fusione con Psa).

Fiat-Chrysler corre ai ripari 

Quella messa in atto dal gruppo italo-americano è un’operazione, in gergo chiamata Pool, consentita dalla Commissione per quei costruttori che da soli non sarebbero in grado di rispettare il parametro dei 95 grammi di CO2 per chilometro. Tale limite è in vigore già da gennaio 2020, ma la normativa stabilisce che per il primo anno di validità le Case potranno escludere i modelli meno virtuosi della gamma ai fini del conteggio delle emissioni medie. Il rischio multe, quindi, si farà concreto dal 2021.

Nel frattempo, Fiat-Chrysler sta cercando di recuperare il ritardo nell’elettrificazione. Negli scorsi giorni sono state infatti presentate le varianti mild-hybrid di Fiat Panda e 500, che entreranno in produzione nel corso dell’anno, così come al Ces di Las Vegas sono hanno fatto la loro prima apparizione pubblica le versioni ibride plug-in delle Jeep Renegade, Compass e Wrangler. Il passo fondamentale nel mondo delle vetture a batteria è atteso nei prossimi mesi con la presentazione della 500 full electric, la cui produzione dovrebbe avviarsi entro la fine del 2020. 

Tag

CO2 - Anidride carbonica  · Elon Musk  · emissioni  · FCA  · Tesla  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Il costruttore Usa ha acquistato, per poco più di 40 milioni di euro, 300 ettari alla periferia di Berlino per la sua nuova gigafactory. Attesi 7mila nuovi posti di lavoro. Timori...

· di Edoardo Nastri

Il mild hybrid di Fiat è abbinato al 1.0 Firefly da 70 cavalli e promette un taglio a consumi ed emissioni fino al 30% rispetto al 1.2 Fire. In vendita da febbraio, prezzi da...