Nissan definisce la fuga del suo ex presidente Carlos Ghosn - sottrattosi al regime di libertà vigilata a cui era sottoposto a Tokyo e rifugiatosi in Libano - "un comportamento deplorevole". In una nota il costruttore parla di "sfida alla autorità giudiziaria del Giappone" e ricorda come, al termine di un'indagine interna, Ghosn sia stato ritenuto "non più idonero a ricoprire il ruolo di dirigente", dopo essere stato accusato di aver mentito sul proprio compenso e di essersi appropriato di denaro della società.
Il testo di Nissan sottolinea come gli effetti negativi delle azioni di Ghosn sul marchio di cui era presidente siano stati "significativi" e rammenta che in proposito si è espressa anche la Stock Exchange Commssion, l'ente statunitense di controllo della Borsa che ha parlato di "attività fraudolenta". Inoltre, si fa notare nel testo, un'approfondita indagine sarebbe in corso anche in Francia.
Avanti con la giustizia
Nissan conferma poi che la sua politica a riguardo non cambierà e che il costruttore "continuerà a collaborare con le autorità giudiziarie e di regolamentazione ove necessario". Inoltre proseguiranno anche le azioni legali volte a "ottenere giustizia".
Arrestato nel novembre del 2019 con l'accusa di aver sottostimato i propri compensi per un periodo di quasi 10 anni, Ghosn era in libertà vigilata a Tokyo, in attesa di un processo per frode fiscale che sarebbe dovuto iniziare nell'aprile di quest'anno. La sua rocambolesaca fuga ha lasciato "interdetti" i suoi stessi legali giapponesi. Per l'8 gennaio è prevista una conferenza stampa di Ghosn a Beirut. Intanto il pubblico ministero di Tokyo ha spiccato un mandato di cattura anche per la moglie di Ghosn, Carole, anch'essa cittadina libanese e riparata con il marito a Beirut.