Ultimo aggiornamento  18 febbraio 2020 19:17

#Ces2020: da Toyota la città del futuro.

Valerio Antonini ·

Mentre nel film di fantascienza “Blade Runner” il regista Ridley Scott aveva rappresentato una metropoli futuristica tetra e oscura sviluppata verso l’alto e popolata da cyborg, Toyota immagina le città di domani, come un luogo nel quale le persone siano al centro della comunità, con strade, infrastrutture e mezzi robot che si adeguano all’ecosistema, senza infrangere gli equilibri naturali.

Il costruttore di Tokyo ha presentato al Ces di Las Vegas 2020 (7/10 gennaio) il progetto di Woven, un piccolo centro urbano completamente sostenibile e connesso alla rete che sorgerà ai piedi del monte Fuji, in Giappone, una delle zone più “incontaminate” del Paese. Inizialmente la città sarà utilizzata soprattutto per testare le più avanzate tecnologie di sostenibilità e guida autonoma.

Solo fonti rinnovabili

Il complesso abitativo - che si svilupperà su un terreno di circa 70 ettari - sarà infatti alimentato al 100% da fonti rinnovabili, soprattutto da celle a combustibile a idrogeno e pannelli fotovoltaici. Inoltre sarà consentito spostarsi per le strade principali solo con veicoli senza guidatore a emissioni zero. I piccoli mezzi robot e-palette di Toyota verranno utilizzati per il trasporto di merci e per le consegne a domicilio.

La rete stradale della smart city verrà suddivisa in tre settori indipendenti che si intrecceranno fra loro come le maglie un tessuto di lana: da qui il nome, Woven City, tradotto dall’inglese: “città intrecciata/tessuto”. Il segmento più esterno sarà riservato alla viabilità veicolare a scorrimento rapido. Quello interno obbligherà i mezzi a procedere a velocità più moderate, mentre ai lati delle carreggiate e nella zona più  centrale sono previsti spazi interamente dedicati a pedoni e ciclisti, compresi due grandi parchi naturali.   

Rispetto della tradizione

Le case che popoleranno la città di almeno 2mila abitanti (tra ricercatori e dipendenti Toyota) saranno realizzate in legno tradizionale giapponese, così da ridurre al minimo l’utilizzo di carbonio. I tetti coperti da pannelli fotovoltaici serviranno per generare altra energia oltre a quella ottenuta dalle celle a combustibile a idrogeno. Toyota prevede di riempire ogni angolo di Woven City con vegetazione autoctona e idroponica, considerando che la zona è particolarmente piovosa. Tutte le residenze saranno dotate delle più recenti tecnologie di supporto e assistenza robotica alla vita quotidiana. Una intelligenza artificiale basata su sensori perimetrali sarà in grado di monitorare la salute degli occupanti.

La planimetria della città è stata disegnata dall’architetto danese Bjarke Ingels, già progettista - tra le altre cose - della Lego House a Billund (Danimarca) e del GooglePlex, la sede del colosso hi-tech a Montain View (Santa Clara, California). 

“Edifici, mezzi, persone e ambiente saranno in comunicazione tra loro come un ecosistema naturale. L’obiettivo è testare le tecnologie di intelligenze artificiali collegate alla rete internet, massimizzandone il potenziale”, ha dichiarato Akio Toyoda, presidente del marchio nipponico.

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Ces 2020  · Giappone  · Idrogeno  · Toyota  · 

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