Ultimo aggiornamento  29 febbraio 2020 02:13

Uber, nuovi guai in Germania.

Paolo Borgognone ·

Non c'è pace per Uber. La società di taxi privati è ancora al centro di diverse dispute sia negli Stati Uniti che in Europa.

A San Francisco l'azienda ha stanziato un fondo di 4,4 milioni di dollari come parte di un accordo con la U.S. Equal Employment Opportunity Commission che, nel 2017, aveva aperto un procedimento contro società per aver "permesso lo sviluppo di un clima interno di molestie sessuali e di ritorsione nei confronti delle donne che denunciavano tali comportamenti".

Le dipendenti che hanno lavorato per la compagnia tra l'1 gennaio del 2014 e il 30 giugno 2019 potranno rivolgersi a un'apposita commissione che valuterà quali fra esse abbiano diritto a un risarcimento. Le somme verranno attinte, appunto, dal fondo appena istituito.

La causa era partita dopo che un'ingegnere - non più impiegata per Uber - aveva fatto circolare dei post online nei quale esplicitava le molestie ricevute, in particolare dal suo superiore diretto. Secondo la denuncia, la direzione risorse umane di Uber, a conoscenza della situazione, non aveva preso nessun provvedimento. A seguito dell'inchiesta sono stati licenziati 20 dipendenti.

Stop in Germania

Di tutto altro genere i guai che la società Usa deve affrontare in Germania. Qui un pronunciamento della Corte federale di Francoforte del marzo 2015 impedisce a Uber di mettere in contatto via app i potenziali clienti con dei conducenti privati. L'azienda, da allora opera utilizzando guidatori registrati, dipendenti di società del settore legalmente riconosciute.

Tuttavia, un'organizzazione di tassisti, la Taxi Deutschland, ha denunciato che alcuni dei comportamenti di Uber infrangerebbero le leggi tedesche. Per esempio non ci sarebbe stata sufficiente vigilanza sui conducenti che, al termine di un servizio, invece di tornare alla loro sede, come richiesto alle società private, sarebbero rimasti parcheggiati in attesa di una nuova chiamata.

Altro problema quello per cui i clienti che vogliono usufruire di un servizio di auto private in Germania devono essere accettati dalla società che propone i passaggi. Questo, tramite l'app di Uber, non sarebbe accaduto, violando quindi le leggi federali di Berlino.

A questo punto l'azienda americana rischierebbe addirittura di essere bloccata su tutto il territorio tedesco, perdendo un altro importante mercato europeo dopo lo stop di Londra, dove la licenza a operare non è stata rinnovata.

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