Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 16:27

Mazda MX-30, l'altra faccia dell'elettrico.

Paolo Odinzov ·

LISBONA – “La MX-30 è un’elettrica diversa da tutte quelle che avete visto fino ad oggi”. Cristian Schultze, direttore tecnico di Mazda Europe, non usa mezzi termini e mentre saliamo a bordo per provare in sulle strade del Portogallo, vicino Lisbona, un prototipo della prima vettura a batterie della Casa di Hiroshima ci tiene subito a precisare che si tratta di un'auto speciale. Un modello necessario per abbassare le emissioni a livello di flotta del costruttore in vista delle nuove normative europee. Ma soprattutto una vettura che stabilisce nuovi punti di riferimento nella categoria.

Senso di libertà

Le sorprese sul suv “verde” giapponese arrivano dal momento in cui si spalancano sulla carrozzeria le portiere con apertura controvento e prive del battente centrale. Soluzione studiata per trasmettere quando si sale a bordo un senso di spazio e libertà. Mentre nell’abitacolo la MX-30 rimarca la sua natura “diversa” sfoggiando soluzioni inedite come la consolle centrale fluttuante, oppure i rivestimenti ottenuti da materiali riciclati e le finiture in sughero a richiamare l’origine della Mazda nata nel 1920 come azienda per lavorare la pregiata corteccia.

Viaggia fluida e dinamica

Bastano poi pochi metri al volante e guidando la MX-30 ci si ritrova a farsi la domanda se veramente si tratti di un’auto elettrica. Un suono artificiale che la accompagna modulandosi nella marcia maschera bene l'identità del modello. Ma è nel comportamento dinamico che stupisce. Dimenticatevi partenze a strappo e strattoni tipici delle auto a batteria, perché la giapponese viaggia sulla strada in modo fluido. Tanto da sembrare spinta da un motore diesel o benzina.

Persino quando si rilascia il pedale dell’acceleratore la MX-30 rallenta senza far sentire la caratteristica frenata dei sistemi di rigenerazione della energia. Cosa, quest’ultima che consente di gestire meglio lo sterzo nelle curve e una minore sollecitazione della scocca studiata ad hoc nelle sospensioni per sfruttare al meglio i 105 chilowatt (143 cavalli) di potenza della propulsione.

Batterie da 35,5 chilowattora

Anche per quanto riguarda l’alimentazione la MX-30 offre un diverso approccio rispetto alle concorrenti. A darle la scossa è una batteria da 35,5 chilowattora che garantisce un’autonomia compresa tra 200 e 250 chilometri e si ricarica all’80% da una colonnina veloce in soli 40 minuti. La scelta di una batteria piccola non è casuale. Emette meno CO2 nella produzione e consente un'ottimale integrazione nel telaio a vantaggio della rigidezza torsionale che sulla MX-30 è aumentata di circa il 40% rispetto a quella della CX-30 basata sullo stesso pianale. Ma soprattutto grava meno sul listino finale della MX-30 che al momento, in attesa del debutto nelle concessionarie il prossimo settembre, può essere preordinata nella esclusiva versione Launch Edition al prezzo di 28.900 euro usufruendo degli incentivi .

Un range extender con il Wankel

In futuro è comunque già previsto un sistema range extender con un piccolo motore rotativo Wankel che nei piani del costruttore servirà un domani anche a realizzare una versione ibrida plug-in della MX-30.

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