Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 05:22

Extreme E, il volto "green" del motorsport.

Angelo Berchicci ·

Sensibilizzare al cambiamento climatico correndo in auto (a zero emissioni) nei luoghi che maggiormente ne hanno risentito. Questo è l’obiettivo di Extreme E, il campionato che vedrà protagonisti dei prototipi di fuoristrada 100% elettrici, di cui è appena stato pubblicato il calendario.

Location d'eccezione

La prima stagione della serie, che vede tra gli organizzatori Alejandro Agag, già presidente della Formula E, prenderà il via nel gennaio 2021 e si svilupperà tramite 5 appuntamenti. A differenza di altre competizioni, qui l’accento non sarà sui mezzi ma sulle location, appositamente scelte per abbracciare gli habitat che hanno subito più danni a causa del cambiamento climatico, o quelli che sono maggiormente a rischio: oceani, deserti, montagne, ghiacci e foreste pluviali.

Il primo appuntamento si correrà in Senegal, tra le sponde del Lac Rose (un lago che grazie a una particolare alga ha una colorazione rosa) e il litorale dell’Oceano Atlantico. Dopo toccherà alle sabbie di Sharan, in Arabia Saudita, alle gole himalayane della Kali Gandaki Valley in Nepal, al permafrost di Kangerlussuaq (Groenlandia) e alle piste amazzoniche di Santarém, in Brasile.

Pratiche virtuose

Per dimostrare che è possibile fare del motorsport senza alcun impatto sull’ambiente l’Extreme E non si limita ad utilizzare auto full-electric. Oltre a limitare il più possibile le dimensioni del circus, gli organizzatori hanno deciso di evitare gli spostamenti aerei da una tappa all’altra, optando per il trasporto di auto e strutture logistiche via nave, acquistando un ex cargo postale che fungerà da paddock galleggiante.

Agli ingegneri inoltre è stato chiesto di disegnare i circuiti in modo da non arrecare danno ai territori su cui si svolgeranno le gare. Verranno stipulati accordi con associazioni e autorità terze che dovranno vigilare sull’inclusività e sulla sostenibilità delle pratiche messe in atto sia dagli organizzatori che dai governi ospitanti.

Infine, ciascun evento dell’Extreme E sarà collegato a iniziative benefiche che andranno a sostenere le ONG impegnate a contrastare la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari, la deforestazione e l’inquinamento da plastica. 

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