Ultimo aggiornamento  22 settembre 2020 14:42

New look per Mitsubishi Space Star.

Gianluca Pezzi ·

MILANO - È in arrivo un'altra proposta nel competitivo panorama delle citycar: la Mitsubishi Space Star. Un modello da non prendere sottogamba, perché se sono circa 10mila gli esemplari venduti dal 2013, di questi ben 4.300 sono stati immatricolati solamente quest’anno. Numeri certamenti lontani dai primi posti nelle classifiche di vendita, ma che rappresentano comunque una tendenza.

Nelle intenzioni del marchio giapponese Mitsubishi Space Star vuole essere una vettura globale: infatti verrà proposta - oltre che in Europa e Giappone - anche nel resto dell'Asia, in nord e sud America, Australia, Nuova Zelanda, e persino in Medio Oriente.

Attira lo sguardo

Se la versione precedente aveva un aspetto quasi “mite”, quella attuale sembra fatta apposta per catturare lo guardo. Il frontale riprende il “Dynamic Shield” degli ultimi modelli Mitsubishi, nella parte posteriore il paraurti è più largo e marcato. La linea ha guadagnato in dinamismo, con lo spoiler posteriore che le dona un pizzico di sportività in più.

La Space Star è davvero una piccola grande auto. Se l’aspetto risente dell’influenza delle keycar giapponesi, le dimensioni potrebbero essere considerate da segmento superiore. La lunghezza è di 3,845 metri, maggiore di altre concorrenti, mentre il passo è di 2,450 metri. Numeri che si traducono in una buona abitabilità interna per guidatore e passeggero. Sul divanetto posteriore possono prendere posto tre adulti. Certo, la situazione non è ideale per lunghi viaggi, ma un percorso cittadino o un breve spostamento è affrontabile senza timori.

Pratica e razionale

A bordo c’è tutto quello che ci aspetta da una citycar. Materiali dall’aspetto solido, con un occhio di riguardo alla praticità come nel caso dei comandi al volante e del bracciolo. Forse si poteva fare qualcosa di più per eliminare la grande quantità di plastica scura, anche se le superfici realizzate con diverse lavorazioni, mitigano l’effetto “monoblocco nero”. Il cruscotto è molto razionale e di immediata lettura, non ci sono spie o comandi che possano distrarre dalla guida. Al centro della plancia il sistema infotainment con touch screen WVGA 7”, con radio DAB e videocamera posteriore. E’ compatibile con Apple Car Play ed Android Auto, con i quali è possibile utilizzare i navigatori nativi per smartphone.

Agilità cittadina

È facile prendere confidenza con la Space Star che nella versione 1.2 con cambio manuale a 5 marce si comporta esattamente come ci si aspetta: agile e rapida negli scatti dal semaforo, è il tipo di automobile che riesce a dare il meglio nei percorsi cittadini. Date le dimensioni, zero problemi nella ricerca del parcheggio e nelle relative manovre.

Nei tratti extraurbani ed in autostrada il comfort è buono, anche se è migliorabile l’insonorizzazione. La versione con cambio automatico INVECS-III CVT è davvero interessante, soprattutto per chi affronta il traffico cittadino.

Sul fronte sicurezza, presenti il sistema di frenata d’emergenza con rilevamento pedoni, quello che avverte della deviazione involontaria dalla corsia di marcia, abbaglianti automatici e telecamera posteriore.

Arriva in primavera

Costruiti in Thailandia, i primi modelli arriveranno nelle concessionarie a marzo 2020, con disponibilità completa per il mese successivo anche nella versione con motore 1.0 benzina e cambio manuale 5 rapporti. Entrambe le versioni, 1.0 e 1.2, saranno disponibili anche a Gpl. Prezzi da definire.

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