Ultimo aggiornamento  29 ottobre 2020 21:24

McLaren, tra Asia ed elettrificazione.

Edoardo Nastri ·

McLaren pensa in grande. Il costruttore inglese di auto sportive punta su una nuova generazione di vetture ibride e sul mercato asiatico, “dove le vendite sono in continua crescita”, dice il ceo Mike Flewitt. “Prevediamo di aprire concessionari in Vietnam e nelle Filippine, mentre i prossimi saranno in Russia e India. Paesi fondamentali dove ancora non siamo presenti”.

Le consegne sono aumentate negli Stati Uniti, mentre si registra un risultato negativo nel Regno Unito, il primo mercato di McLaren. Uno stop dovuto in particolar modo all’incertezza politica generata dalla Brexit e a una conseguente situazione instabile.

Possibile ingresso in Borsa  

Per una crescita costante e nuovi investimenti in prodotti sempre più all’avanguardia ci sarà probabilmente bisogno di nuovi capitali. Ecco perché il marchio inglese, di proprietà di un fondo del Bahrain, potrebbe sbarcare presto in borsa. Flweitt ha dichiarato che la quotazione potrebbe avvenire nel 2025.

Una mossa che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, dato che Ferrari e Aston Martin - i competitor più diretti di McLaren - hanno avuto destini in borsa differenti. Se la Rossa ha guadagnato quest’anno quasi il 70%, il marchio inglese ha subito un calo del 60%.

Le consegne di McLaren sono stabili: 4.806 unità nel 2018 e le previsioni per la fine di quest’anno sono simili. L’obiettivo è crescere fino a 6mila unità entro i prossimi cinque anni.

Un’ibrida in primavera

L’investimento in ricerca e sviluppo affrontato dal costruttore è di 1,2 miliardi di sterline entro il 2025 che si tradurranno in nuovi prodotti anche elettrificati. Saranno 18 i modelli McLaren su strada entro il 2024, cinque già svelati: 720S Spider 600Lt Spider, Speedtail, GT e l’ultima nata Elva, la barchetta realizzata in soli 399 esemplari, per 1,7 milioni di euro l’uno.  

In primavera verrà presentata una nuova vettura ibrida basata su un’architettura inedita che comunque, assicura Flewitt, “non sarà un suv. Non è una tipologia di auto che ci interessa perché non rispecchia i valori del nostro brand”. Al momento non è prevista l’uscita di un modello 100% elettrico, i costi sono sarebbero troppo alti per volumi ridotti: “Partiamo dall’ibrido perché oggi nessuno guadagna sulle vetture a zero emissioni”. Poi si vedrà. 

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