Ultimo aggiornamento  24 settembre 2020 22:41

Di corsa tra le pagine.

Elisa Malomo ·

Le fotografie, i video, le domande dei giornalisti a fine gara non sempre sono sufficienti a descrivere la magia delle corse o semplicemente a cristallizzare le emozioni che si deformano a trecento chilometri all'ora. Per descrivere e testimoniare l'esperienza a bordo di una monoposto a volte è necessario fissare i pensieri su carta, prima che si dissolvano.

Piloti ed esperti di automobilismo, infatti, nel corso delle loro carriere, hanno lasciato in eredità numerose storie e aneddoti del motorsport, diventati libri.

Saliscendi di emozioni

Questo – o qualcosa di molto simile – è successo a Giancarlo Fisichella prima di dedicarsi alla scrittura del libro “Il profumo dell'asfalto. La F1 come un romanzo(2018) scritto in collaborazione con Carlo Baffi.

Il pilota romano classe '73 ripercorre la sua esperienza in Formula 1 che descrive come “un saliscendi di emozioni che ti proietta in cima al mondo a 300 chilometri all'ora per poi ributtarti a terra”.

Accanto alle emozioni provate a bordo delle monoposto anche una serie di aneddoti rimasti impressi nella sua memoria. Fra questi un episodio al Gp di Germania del 1997. In quell'occasione, dopo che l'esplosione di una gomma della sua Ferrari fece sfumare la quasi certezza della vittoria, vide fermarsi davanti a lui il campione, nonché allora compagno di squadra, Michael Schumacher che gli diede un passaggio fino alla bandiera a scacchi.

Campioni in rosso

“A mio padre piaceva tanto costruire le auto, ma gli piaceva costruire anche i piloti”. Umberto Zapelloni – giornalista di lungo corso e oggi anche nostro collaboratore - sceglie le parole di Pietro Ferrari, secondogenito del Drake, come apertura di “Ferrari. Gli uomini d'oro del cavallino” (2019). Il libro ripercorre la storia della Casa di Maranello attraverso i 9 campioni della Rossa che insieme hanno conquistato ben 15 titoli mondiali piloti in Formula1. I cinque di Schumacher, i due a testa di Ascari e Lauda, quelli di Fangio, Harthorn, Hill, Surtees, Scheckter e Raikkonen.

Al di là delle loro carriere da piloti, nove storie di vita. Nove piccoli romanzi di “uomini di grande talento e grande coraggio”. L'autore guarda i protagonisti dritti negli occhi, al di là del casco: molti di questi – infatti - li ha incontrati di persona, degli altri ottiene testimonianze da chi li aveva conosciuti. Si fa guidare dalla passione per l'argomento fino a lasciare al lettore l'eredità di questi nove “geni” senza eguali.

Lezioni di vita

Un punto di vista di valore arriva inoltre proprio da chi in pista ha vinto tanto, agonisticamente e umanamente parlando. Alex Zanardi dopo aver trasposto la sua vita su carta con le biografie intitolate “Volevo solo pedalare”(2016) e “Alex Zanardi: My Story”(2004), di recente ha pubblicato, insieme al giornalista Gianluca Gasparini, il volume “Quel ficcanaso di Zanardi. Osservando lo sport ho capito meglio la vita”.

Duecentoventuno pagine in cui l'ex pilota bolognese di F1 si immerge in una scrittura intrisa di saggezza e ironia per dimostrare come la crescita individuale di ciascun individuo sia determinata anche dalla capacità di osservare – e all'occorrenza “rubare” - le esperienze di vita altrui. Questa volta non parla quindi di sé ma prende come modelli una serie di personaggi dello sport come Emanuel Ginobili (Nba), Roger Federer (tennis) e tanti altri campioni che hanno dispensato, nel corso delle loro carriere, preziose lezioni di vita.

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