Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 09:05

Elettriche: fanno discutere ma vendono.

Angelo Berchicci ·

Nell’elettrificazione non ci sono regole precostituite. Le Case possono percorrere strade inesplorate per quanto riguarda la tecnica e il design, e proprio le soluzioni più ardite, addirittura gli azzardi, sembrano essere ciò che premia di più. L’elettrificazione è un foglio bianco da cui tutti i costruttori hanno la possibilità di ripartire, inventando una loro via alla mobilità del futuro.

È proprio questo entusiasmo da nuovo mondo che si costruisce, che ha spinto Ford e Tesla a concepire due vetture che possono essere ritenute le più innovative degli ultimi tempi, o quanto meno dei rispettivi listini. Stiamo parlando della Mustang Mach-E, che riprende le linee della storica muscle car, coniugandole con le dimensioni di un suv - per di più elettrico - e il Cybertruck di Tesla, il futuristico pickup a batteria per il quale Elon Musk si è ispirato alle linee dei veicoli presenti in Blade Runner.

A ruba il 'veicolo spaziale' di Musk 

In entrambi i casi si è trattato di debutti che hanno fortemente polarizzato le opinioni, e hanno provocato una pioggia di critiche persino in un ambiente, quello delle vetture elettriche, abbastanza abituato a stravaganze e presentazioni sopra le righe.

Eppure, nonostante la linea a metà tra un blindato e un mezzo lunare, e la gaffe dei vetri infrangibili che si rompono invece al primo colpo, il tanto vituperato Cybertruck ha fatto registrare 250mila prenotazioni dopo pochi giorni dall'apertura delle vendite.

Già sold out la Mustang Mach-E

Meno audace è la linea del suv Ford (che abbiamo toccato con mano), ma non è minore l’impatto psicologico che ha avuto sulle migliaia di fan del brand Mustang, che hanno addirittura sottoscritto una petizione su change.org (ha raggiunto già 12mila firme) per chiedere al costruttore americano di cambiare il nome di una vettura che “offenderebbe” l’immagine della muscle car.

Ford, ovviamente, ha tirato dritto per la sua strada, e i numeri gli stanno dando ragione: la versione di lancio “First Edition” della Mach-E è andata esaurita in poche ore, quando manca ancora un anno al suo arrivo sul mercato.

Approcci differenti

Tra le strategie che le Case stanno mettendo in piedi per l'elettrificazione si possono notare due diverse scuole di pensiero, che si ripercuotono anche sulle scelte tecniche. Da un lato c'è chi, come Volkswagen prima della ID.3 o come Peugeot con la 208, punta sulla familiarità delle elettriche rispetto alle vetture tradizionali, sull'idea di 'normalizzare' l'acquisto di un'auto a batteria, riducendola a una semplice scelta tra alimentazioni.

Il risultato è un pianale non esclusivamente dedicato alle versioni full-electric e condiviso con il resto della gamma. Un approccio conservativo, che tuttavia allo stato attuale non sembra essere in grado di assicurare la diffusione di massa delle elettriche. Ad esempio, dopo cinque anni sul mercato la sobria e-Golf ha raggiunto appena le 100mila unità vendute.

Il pubblico vuole essere stupito

Dall'altra parte c'è invece l'attenzione a trasmettere un messaggio di rottura, a dare alle proprie Bev (Battery Electric Vehicle)  l'immagine di 'mezzi speciali', che ovviamente porta a piattaforme appositamente sviluppate e a vetture diverse dal resto della gamma. E stando ai dati di vendita, al momento chi acquista un'auto a batteria tiene particolarmente a distinguersi

Insomma, stroncate da analisti e media (il Cybertruck era stato addirittura bocciato da Wall-Street, causando un crollo del 6% per i titoli di Tesla) ma promosse alla prova dei fatti, le due elettriche coraggiose presentate la scorsa settimana in California dimostrano che il pubblico ha una mentalità ben più aperta al nuovo di quanto abbiano esperti o sedicenti tali.         

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