Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 02:11

Veicoli hi-tech, San Francisco volta pagina.

Patrizia Licata ·

San Francisco dice basta all’invasione dei veicoli sperimentali negli spazi pubblici: la città californiana culla dell’hitech ha deciso di istituire un Office of Emerging Technology per regolare le innovazioni – dalle auto in sharing ai robot per le consegne - prima che arrivino su strade e marciapiedi, ponendo rischi per la sicurezza e congestionando ulteriormente il traffico.

Serve l’autorizzazione

L’Office of Emerging Technology sarà aperto a dicembre e passerà al vaglio le tecnologie emergenti esaminandone l’impatto sui residenti (pensiamo ai monopattini sui marciapiedi) e sui lavoratori (pensiamo alle polemiche sui diritti dei driver di Uber e Lyft o dei rider delle consegne a domicilio). Ogni azienda che vuole portare la sua “tecnologia emergente” a San Francisco avrà bisogno di un’autorizzazione dal nuovo ufficio: altrimenti rischierà una multa da 1.000 dollari.

Dai robot allo scootergate

L’amministrazione di San Francisco ha deciso di agire dopo alcuni casi eclatanti. Nel 2016 la startup Marble ha invaso i marciapiedi con i suoi robot per le consegne a domicilio; il consiglio comunale è intervenuto imponendo severi limiti a tutti i robot su spazi pubblici.

Nel 2017 è stata la volta dello “scootergate”: Bird e Lime, due startup dei monopattini elettrici, hanno immesso i loro veicoli in città senza alcuna autorizzazione. In breve tempo San Francisco è stata invasa dagli “scooter”, con rischi sia per chi li usava che per i pedoni; spesso i monopattini venivano lasciati dove capitava, non avendo degli stalli dedicati. L’amministrazione è di nuovo intervenuta mettendo temporaneamente al bando tutti gli scooter elettrici per poi concedere una parziale reintroduzione. Ora l’atteggiamento è ribaltato: anziché correre ai ripari “dopo” San Francisco cerca di dare qualche regola “prima”.

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