Ultimo aggiornamento  26 gennaio 2020 13:30

Mobilità, l'approccio è eco-razionale.

Marina Fanara ·

Non esiste un'unica soluzione per l'auto pulita del futuro. E ogni scelta va analizzata nel dettaglio con un approccio eco-razionale, ovvero un approccio che tenga conto dei diversi impatti economici e sociali delle politiche possibili in modo da minimizzare i costi a parità di risultato ambiente.

È quanto emerge dallo studio realizzato dalla Fondazione Caracciolo dell'Automobile Club d'Italia insieme a Cnr ed Enea, dal titolo Per una transizione energetica eco-razionale della mobilità automobilistica, presentato alla 74esima edizione della Conferenza del traffico e della circolazione organizzata dall'ACI il 26 novembre a Roma.

Emissioni: facciamo chiarezza

Le reali emissioni di un veicolo, per esempio, vanno calcolate non solo allo scarico ma durante l'intero ciclo di vita del veicolo stesso: produzione, distribuzione, trasporto, uso, riciclo ed eventuale riuso. Stando alla ricerca l'approccio scientificamente più corretto per capire quanto inquina realmente un'auto è esaminare la quantità di CO2 prodotta nel processo "cradle to grave", dalla culla alla tomba, per dirla in gergo tecnico.

Confrontando un'auto elettrica con un analogo esemplare con motore a benzina o gasolio, per esempio, emerge che nella fase di produzione il veicolo a batteria emette l'82% di CO2 in più rispetto a quello a motore termico.

Ovviamente, una volta messa su strada, il rapporto si capovolge: dopo 45mila chilometri di percorrenza l'auto elettrica raggiunge la parità, ovvero la stessa quantità di CO2 di una vettura a combustione interna, che poi diventano il 20% in meno dopo 150.000 chilometri e calano ulteriormente al crescere delle percorrenze.

2030, l'Italia può farcela

Elettriche o meno, secondo la Fondazione Caracciolo il totale dei veicoli immatricolati in Italia nel 2030 avrà emissioni di CO2 vicine a quelle imposte da Bruxelles per la fine del prossimo decennio ovvero 68,39 grammi a chilometro.

Tradotto in numeri e considerando una "proiezione tendenziale basata sui programmi e sulle azioni già adottate", senza "aiuti" da parte dello Stato, come per esempio gli eco-incentivi concessi da governo o Amministrazioni locali, la ricerca stima che "le emissioni medie di CO2 dei veicoli immatricolati nel 2030 saranno pari a 82,18 grammi a chilometro". Un valore in media più basso di quasi 46 grammi/chilometro rispetto agli attuali valori medi (128 grammi/chilometri) e lontano dal target imposto dall'Europa di poco meno di 14 grammi per chilometro. Un obiettivo che sembra a portata di mano, anche senza affidarsi solamente all'elettrico.

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