Ultimo aggiornamento  17 ottobre 2021 12:04

Inaugurata la Neva, l'autostrada russa.

Valerio Antonini ·

La Russia prosegue il piano di sviluppo infrastrutturale del Paese. Vladimir Putin ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione della nuova superstrada a pagamento chiamata M-11 “Neva”, collegamento di 694 chilometri tra Mosca e San Pietroburgo. Consentirà di spostarsi da una città all’altra in auto impiegando circa 6 ore.

Il cantiere per la costruzione dell’autostrada era stato avviato nel 2010, provocando le proteste di ecologisti per il disboscamento di una parte della foresta di Khimki, attraversata per 43 chilometri dall’asfalto. L’allora presidente Dmitrij Medvedev aveva per questo congelato i lavori, poi ripresi a stretto giro di posta.

Stando a quanto riferito da Vyacheslav Petushenko - presidente di Avtodor, l’agenzia che gestisce le autostrade russe - il pedaggio della Neva si dovrebbe aggirare intorno ai 2mila rubli (poco meno di 30 euro).

Passi da gigante

“Non abbiamo mai avuto un’autostrada così lunga e tecnologicamente avanzata nella storia del nostro Paese”, ha dichiarato Putin. Nel 2000 (prima che l’ex direttore dei servizi segreti federali diventasse presidente) c'erano solo 365 chilometri di superstrada: la trafficata tangenziale di Mosca, un collegamento di 157 chilometri dalla capitale verso la città di Tula e altri 99 chilometri verso Volokolamsk, costruite per mostrare i progressi e la modernità dell'Unione Sovietica prima delle Olimpiadi del 1980.

Dall’elezione di Putin la copertura autostradale nel Paese è aumentata di sei volte, superando i 2mila chilometri. Sta per essere completato anche il collegamento (senza pedaggio) di 2mila165 chilometri da Chita a Chabarovsk, che unisce la Siberia con l’estremo oriente della Russia.

Crescita costante

Mentre il mercato auto russo ha risentito solo in parte della crisi generale (-2,5% nel 2019 rispetto all’anno passato, a fronte di una contrazione globale vicina al 7%), vie di comunicazione e infrastrutture vengono potenziate e aggiornate senza sosta.

Il piano prevede investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari entro il 2024. Visti i costi più bassi, questi investimenti si traducono in molti più chilometri di asfalto rispetto a quelli che si potrebbero realizzare nel resto d'Europa: alla estensione attuale se ne dovrebbero aggiungere altri 5.200.

Inoltre il Cremlino ha fissato nuovi obiettivi per migliorare le strade secondarie e prevede una completa modernizzazione di circa 39 mila chilometri di “interregionali” e l’85% delle urbane.

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