Ultimo aggiornamento  26 gennaio 2020 12:57

Conferenza Traffico e Circolazione, sguardo al 2030.

Carlo Cimini ·

Si è appena conclusa la 74esima Conferenza del Traffico e della Circolazione presso la sede dell'Automobile Club d'Italia di Roma. Il tema dell’evento è stato "Obiettivo 2030. Quali energie muoveranno l'automobile? Una sfida ambientale, economica e sociale". Tra i partecipanti il presidente ACI Angelo Sticchi Damiani, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro delle Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli. Il presidente della FIA Jean Todt non è potuto intervenire personalmente e ha salutato tutti i presenti attraverso un video messaggio nel quale ha sottolineato l'importanza della sicurezza e dello sviluppo tecnologico.

Scenario emissivo 2030

Lo studio presentato da Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo, il centro studi di ACI, ha analizzato lo scenario della mobilità italiana al 2030: "Facendo riferimento ai programmi delle industrie automobilistiche ed energetiche, il nostro Paese è in grado, senza alcun incentivo governativo, di tagliare le emissioni di CO2 equivalente di 49 milioni di tonnellate. Un risultato che porterebbe il quadro emissivo della mobilità italiana a 54,5 milioni tonnellate di CO2, solo l'11% in più di quanto previsto dalle regole comunitarie per il 2030", ha spiegato la presidente Fusco. Il gap che nel 2030 potrebbe distanziarci dall'obiettivo finale può essere raggiunto attraverso azioni di pianificazione eco-razionale della mobilità che comprendano investimenti nel trasporto pubblico e per la promozione di spostamenti ciclopedonali.

Parco auto al 2030

Secondo lo studio della Fondazione Caracciolo, svolto ricordiamo insieme ad Enea e Cnr, nel 2030 le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10% e le elettriche (pure e ibride plug-in) quasi il 9%. Per migliorare la qualità del trasporto privato, quindi, sono necessari investimenti per l’eliminazione o la sostituzione dei 14 milioni di veicoli ante Euro 4 (il 35% del totale parco circolante attuale) e per lo svecchiamento dei mezzi pubblici, sostituendo gli autobus Diesel Euro 3 (il 60% del complessivo nazionale), con modelli elettrici alimentati da energie rinnovabili.

"Rottamare le vecchie auto"

“L’approfondito studio della Fondazione Caracciolo ci consegna un chiaro e reale scenario sul futuro”, ha detto nel suo intervento il presidente ACI Angelo Sticchi Damiani. “Grazie alla costante evoluzione delle tecnologie, alla naturale crescita dell’elettrificazione dei veicoli e alle spontanee scelte di mercato è possibile raggiungere una nuova mobilità sostenibile, specie nelle aree metropolitane, che garantisca anche un significativo miglioramento della qualità dell’aria. Questa transizione consentirà di raggiungere il contenimento delle emissioni di CO2 su livelli prossimi agli obiettivi fissati dall’Europa entro il 2030. Un’accelerazione di questo percorso – prosegue Sticchi Damiani – potrà arrivare dal sostegno a rottamare le vecchie auto da Euro 0 a 3, le più inquinanti, con vetture che siano tecnologicamente avanzate e quindi anche più sicure, oltre che più pulite, dalle Euro 4 alle Euro 6d”.

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Appuntamento domani 26 novembre alle 9 e 30 presso la sede ACI di Via Marsala 8 a Roma. Tra gli interventi atteso quello del premier Conte e del ministro De Micheli