Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 21:38

Batterie: è guerra in Corea.

Edoardo Nastri ·

La guerra commerciale oggi si combatte anche a colpi di batteria. Se l’arrivo sul mercato delle auto elettriche  nei prossimi anni è previsto in crescita, per le società che producono accumulatori è importante assicurarsi contratti di fornitura con le case automobilistiche.

L’anno scorso la multinazionale coreana SK Innovation ha firmato un accordo da miliardi di dollari con Volkswagen: sarà lei a fornire le batterie per le vetture a zero emissioni del costruttore tedesco negli Stati Uniti.

La società ha anche investito 1,7 miliardi di dollari per un nuovo stabilimento in Georgia che dista solo 200 chilometri dal polo di produzione delle elettriche di Volkswagen negli Usa. Ed è riuscita così a battere LG Chem, società connazionale e suo più grande competitor, provocandone una reazione inaspettata: ad aprile l’azienda coreana ha portato in tribunale SK Innovation con l’accusa di "appropriazione indebita di segreti commerciali".

Violata la proprietà intellettuale

LG Chem sostiene che negli ultimi anni Ski abbia assunto alcuni suoi dipendenti che si stavano occupando proprio dello studio di batterie per le vetture di Volkswagen costruite sulla piattaforma Meb, quella dedicata ai veicoli elettrici del costruttore tedesco. SK Innovation nega di essere venuta a conoscenza di segreti commerciali: “Il nostro personale ha firmato accordi per non utilizzare le informazioni provenienti dai luoghi di lavoro precedenti. Siamo i primi sostenitori della proprietà intellettuale", ha detto un portavoce della società.

Gli archivi giudiziari esaminati dall’agenzia di stampa Reuters hanno prodotto documenti che dimostrano come sia in atto una vera e propria guerra commerciale: la volontà di Ski ed LG Chem è quella di ostacolare la produzione di batterie non solo per i veicoli del gruppo Volkswagen, ma anche per quelli di General Motors, Ford, Jaguar, Audi e Kia. Alcuni costruttori sono intervenuti direttamente: Ford ha dichiarato in una nota di essere a conoscenza del problema. Il marchio americano ha l’obiettivo di “incoraggiare le parti a risolvere il conflitto senza contenziosi giudiziari. Ci sarà una domanda sufficiente per lavorare con più fornitori”, assicurano da Dearborn.

Posta in gioco alta

La posta in gioco è altissima. Una situazione di stop giudiziario metterebbe a rischio la fornitura di accumulatori per i prossimi anni, provocando lo stallo di un mercato in rapida espansione: la crescita prevista dalla società di analisti Sne Research è del 23% su base annua per un giro d'affari pari a 167 miliardi di dollari entro il 2025.

Ski e LG Chem hanno dichiarato che non c'è ancora stata al momento un'interruzione delle forniture, ma nel frattempo è intervenuto anche il governo coreano. Il ministro dell'industria Sung Yoon-mo ha dichiarato di osservare con attenzione la controversia per vedere come e quando svolgere un ruolo per ottenere un “risultato positivo per il paese".

In cerca di un accordo

La sentenza è attesa tra circa un anno, ma nel corso del 2020 il tribunale potrebbe emettere sentenze d’interruzione di fornitura e produzione a causa del rischio di distruzione o alterazione delle prove.

Se dovesse essere accertata una violazione di brevetto, SK Innovation non potrebbe più commercializzare prodotti che utilizzano quella licenza negli Usa. Questo provocherebbe la totale mancanza di batterie per le auto elettriche. I costruttori non possono permetterselo e spingono per un accordo, vedremo se riusciranno a trovarlo. 

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