Ultimo aggiornamento  07 luglio 2020 09:18

Aston Martin, un Concorde a quattro ruote.

Valerio Antonini ·

Aston Martin ha presentato una versione speciale a tiratura limitata (10 esemplari da collezione già venduti) della sportiva DBS Superleggera, nata per celebrare i cinquant’anni dal primo volo sperimentale del Concorde, datato 2 marzo 1969.

L’auto esclusiva è stata realizzata in partnership con British Airways, la compagnia che, insieme ai francesi di Air France, diede vita al collegamento aereo di linea più veloce di sempre.

Dettagli British

Rispetto alla versione tradizionale, le prese d’aria e il diffusore posteriore della DBS Superleggera Concorde Edition (personalizzata per l’occasione dalla Divisione Q del marchio) sono verniciati con i colori della bandiera del Regno Unito. Così come il tettuccio, caratterizzato da una grafica con le forme delle ali a delta del jet. Tra le altre particolarità spiccano il logo “Speedmarque” della British Airways e la targa nera “Q by Aston Martin”. Si intravede, stampato sulle portiere, il numero identificativo autentico del primo Concorde. Gli interni rivestiti in Alcantara riportano badge dedicati allo storico volo del ‘69. I comandi del cambio sul volante sono in titanio come le pale del voluminoso compressore.

Sotto il cofano confermato il motore 12 cilindri benzina, 5.2 litri biturbo da 725 cavalli della Super GT, in grado di spingere la super sportiva da 0 a 100 chilometri orari in 3,4 secondi.

Storia del super jet

L’aereo di linea supersonico Concorde - che entrò in servizio il 21 gennaio del 1976 - copriva la tratta Parigi/New York in poco più di 3 ore ed è stato il secondo velivolo commerciale a infrangere il muro del suono (Mach 2), dopo il sovietico Tupolev Tu-144. L’estrema velocità dei viaggi consentiva di evitare il fastidioso “jet lag”.

Il Concorde era alimentato da motori turbogetto Rolls-Royce Olympus, in origine progettati per il bombardiere Avro Vulcan, adattati insieme all’azienda francese Snecma per l’uso civile. Il servizio ai passeggeri venne interrotto nel 2003 a causa del rumore assordante dei propulsori. Dietro lo stop c’era tuttavia anche il pesante deficit della società anglo-francese (formata dalla British Aircraft e dall’Aérospatiale) che gestiva il progetto, commercialmente offerto poi dalle compagnie di bandiera British Airways e Air France. Consumi eccessivi e costi di manutenzione esorbitanti facevano lievitare troppo i prezzi dei biglietti, così gli aerei partivano spesso semi-vuoti, soprattutto dopo l’incidente del 25 luglio 2000, che costò la vita a 113 passeggeri.

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