Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:27

A bordo della Mustang Mach-E.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

LOS ANGELES – La nuova Mustang Mach-E è un’auto che fa discutere. Negli Stati Uniti non tutti hanno preso bene la scelta Ford di associare un nome icona dello stile yankee a un modello a batterie. Per di più con le forme di un suv. C’è addirittura chi ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change per eliminare il pony dalla nuova Mach-E, accusando la nuova nata di essere troppo lontana dallo spirito Mustang di sempre. Al momento di scrivere, hanno sottoscritto l’appello più di 1.300 persone. Poche? Molte. Fate voi. Certo chi ha firmato non ricorda la versione degli anni ottanta, quella sì molto lontana dall’immaginario del brand.

Per cercare di dare una risposta a questi dubbi abbiamo fatto un breve giro sulla nuova Mach-E per vedere l’effetto che fa. Sia chiaro, il volante era saldamente nelle mani di un tecnico Ford, noi eravamo seduti accanto e il vero test drive arriverà solo nella seconda metà del 2020. Spesso però, come nella vita, la prima impressione è quella che conta.

Due le prove alla quale è stata sottoposta la Mach-E sulla pista dell’aeroporto di Hawthorne: accelerazione e maneggevolezza. La prima è rapida e senza esitazioni, anche se forse manca quell’effetto "wow" che, anche da passeggero, attacca al sedile quando si spinge fino in fondo l’acceleratore di un’elettrica. Per quello probabilmente bisognerà attendere la versione GT, che promette un passaggio da 0 a 100 pari a quello di una Ferrari Portofino. Di sicuro sul risultato ha influito il grande pacco batterie (la versione era quella ad autonomia estesa da quasi 100 chilowattora) del quale Ford non ha ancora dichiarato ufficialmente il peso.

Interessante la sensazione ricevuta nella prova di maneggevolezza tra i birilli: la Mach-E scivola tranquillamente sull’asfalto, inserendosi senza alcuna difficoltà apparente nelle traiettorie (in questo caso le batterie aiutano a spingere in basso il baricentro). 

Scendendo, il pensiero torna a quelle critiche: la Mach-E somiglia più ad una Tesla, non ha l’aspetto di una Mustang e forse neppure l’anima ma è un’auto che può comunque far divertire anche sulle curve della famosa "The Snake" di Santa Monica. E in ogni caso, per i duri e puri c’è pur sempre la Shelby. 

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