Ultimo aggiornamento  26 gennaio 2020 12:00

Ford vs. Ferrari, l'altra storia di rivalità.

Angelo Berchicci ·

La 24 Ore di Le Mans è la cosa più simile al racconto di un’epica battaglia che il motorsport conosca. A differenza delle normali competizioni, qui non vince chi impiega il minor tempo per completare un numero fisso di giri, ma chi riesce a percorrere la distanza maggiore in 24 ore.

È una maratona in cui la vittoria è appannaggio del più forte, ovvero di chi è in grado di resistere al meglio allo stress fisico e psicologico della corsa. E, ovviamente, di chi costruisce l’auto più affidabile. Un intreccio di agonismo e doti umane che non poteva non suggestionare il mondo del cinema.

Ecco quindi che, 49 anni dopo il mitico "Le 24 Ore di Le Mans" con Steve McQueen, la gara delle gare torna sul grande schermo con "Le Mans ’66 – La Grande Sfida" di James Mangold. Nel film il regista americano ricostruisce la cosiddetta “guerra Ford-Ferrari", ovvero la grande competizione tra i due costruttori per la vittoria nelle edizioni 1964-1967, un episodio che affonda le sue origini ben più indietro nel tempo.

Agli albori della rivalità

Tutto inizia negli anni ’50, quando i principali costruttori americani, turbati dalla pericolosità della gare automobilistiche, decidono di stringere tra loro un patto e di non partecipare a nessun tipo di corsa. Tuttavia, il “motorsport ban” - così viene definito l’accordo - è in contrasto con lo spirito delle nuove generazioni, che vogliono auto potenti, veloci e sono affascinate dai bolidi che si sfidano negli autodromi.

Quando nel 1962 la Ferrari ottiene l’ennesimo successo alla 24 Ore di Le Mans, il risalto mediatico dato al costruttore di Maranello fa imbestialire Henry Ford II. “Spendo miliardi in pubblicità per le mie automobili e questo meccanico finisce sui giornali di tutto il mondo gratis” dichiara stizzito in un’intervista il boss della Casa americana.

Il rifiuto di Ferrari

La reazione di Enzo Ferrari non si fa attendere: “Se Ford vuole finire sui giornali gratis, basta che si compri una Ferrari”. Questo scambio di battute piccate tra due uomini estremamente orgogliosi come Ford e Ferrari basterebbe a far scoppiare una “guerra” negli autodromi, ma non è ancora giunto il momento delle ostilità. Ford capisce che le gare sono una cassa di risonanza troppo forte e decide di gettarsi nel motorsport, provando a raggiungere un accordo con lo stesso Ferrari per l’acquisizione della Scuderia.

La Casa di Maranello non vive un periodo particolarmente florido e Ferrari accetta di aprire una trattativa con Ford, attratto dalla prospettiva di dare un futuro più solido alla sua azienda. Tuttavia, dopo settimane di negoziati e non riuscendo ad ottenere garanzie circa la propria totale indipendenza nella condotta dell’attività sportiva, decide di far saltare il tavolo. Questa volta per Henry Ford l’affronto è troppo grande.

Le prime schermaglie

Battere Ferrari sul suo terreno, le corse, diventa la priorità assoluta del magnate americano. Per farlo Ford mette in campo tutta la sua potenza e ingaggia (spendendo dieci volte rispetto a quanto offerto al Drake per acquistare la Scuderia) uno squadrone composto da nomi illustri dell’automobilismo, come Carrol Shelby, Bruce McLaren, Chris Amon e Ken Miles. In poco tempo il team Ford costruisce una vettura da corsa partendo da un foglio bianco, la GT40, con cui provare a sconfiggere le rosse a Le Mans. Nel 1964 e 1965, tuttavia, le GT40 sono ancora acerbe e consegnano la vittoria alla Ferrari.

La vendetta di Ford

Nel 1966 Ford è categorico: Shelby, responsabile del reparto corse, ha budget illimitato per battere la Ferrari, o vince o va via. Quell’anno la gara assomiglia davvero a una battaglia. La Casa americana schiera ben 13 delle sue nuovissime GT40 MkII. Quattro di queste sono costrette al ritiro, esattamente come quattro Ferrari 330 P3, ma alla fine è una GT40 a tagliare il traguardo per prima. Anzi, tre GT40: Ford conquista primo, secondo e terzo posto, concludendo la gara con un arrivo in parata ed entrando nella storia.

La fine di un'era

La vendetta nei confronti di Ferrari è riuscita ma Ford concede al rivale la rivincita per l’anno successivo. In vista dell’edizione 1967 i costruttori mettono a punto due tra le auto più potenti che abbiano mai solcato l’asfalto de la Sarthe: la Ford GT40 MkIV, a cui Ferrari risponde con la 330 P4. A vincere sarà ancora una volta la Ford, ma alla fine del 1967, con l’intenzione di ridurre le velocità raggiunte a Le Mans, la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) annuncia un cambio di regolamento.

Le due case si trovano improvvisamente nell’impossibilità di utilizzare le auto che rappresentavano il meglio delle loro capacità tecniche e che avevano richiesto ingenti investimenti. La Ford, soddisfatta di aver battuto Ferrari, termina il proprio impegno ufficiale a Le Mans. Le GT40, depotenziate e affidate a team privati, continueranno a vincere la 24 Ore per altri due anni. Dopo la sconfitta subita da Ford, la Ferrari non arriverà mai più prima assoluta a Le Mans.

Tag

24 ore Le Mans  · Ferrari  · Ford  · Shelby  · 

Ti potrebbe interessare