Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:12

Uber, trimestre in rosso.

Angelo Berchicci ·

Uber guarda al futuro e i suoi conti ne risentono. Il terzo trimestre del 2019 si chiude in negativo per la compagnia che si occupa soprattutto di un servizio taxi con auto private - quotata in Borsa dal maggio scorso - principalmente a causa di un consistente incremento nelle spese per gli investimenti. Le perdite sono state di 1,16 miliardi, più alte dei 986 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno passato.

I costi sostenuti dall’azienda di San Francisco sono aumentati del 33% rispetto allo stesso periodo del 2018, fino a toccare i 4,92 miliardi di dollari. I ricavi totali sono comunque cresciuti del 30% raggiungendo i 3,81 miliardi.

Un anno di investimenti

Da gennaio, invece, la spesa per investimenti e ordini relativi ai vari settori in cui Uber opera (oltre ai servizi di ride hailing l’azienda è attiva nel food delivery, nel bike sharing e nella guida autonoma) è stata di 16,47 miliardi di dollari, in aumento del 29%.

Ritorno ai profitti nel 2021

Il Ceo di Uber Dara Khosrowshahi ha dichiarato che la società, proprio grazie ai robusti investimenti, sta gettando le basi per affermarsi come leader a livello globale nei diversi settori in cui è attiva e prevede di tornare a far registrare profitti per il 2021.

A tranquillizzare gli investitori - il titolo nell'afterhour di New York è subito sceso del 6%, bruciando quasi un miliardo di dollari - è anche James Cordwell, intermediario del centro di analisi Atlantic Equities: “I risultati negativi di Uber non sono dovuti a una cattiva performance - ha dichiarato l’analista. Se non stesse investendo nella guida autonoma, un settore molto costoso, la società farebbe registrare degli utili in bilancio”.

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