Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 15:27

Stangata sulle auto aziendali.

Francesco Giannini ·

La bozza della legge di bilancio in discussione in questi giorni in Parlamento prevede, tra l'altro, una possibile stangata sulle auto aziendali. Un provvedimento che riguarderebbe circa due milioni di lavoratori e porterebbe 513 milioni di euro nelle casse dello stato.

La norma allo studio prevede che le vetture concesse in uso promiscuo ai dipendenti (detto anche fringe benefit) - che oggi concorrono alla formazione del reddito complessivo per il 30% del loro valore - siano tassate al 100% a partire dal 2020. Il calcolo verrà effettuato su una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri all'anno e ai costi chilometrici della tabelle ACI stilate entro il 30 novembre 2019. Contemporaneamente cresce anche l'imponibile Irpef, col risultato di far salire le spese per i contributi a carico delle aziende. Esentate dalla stangata sarebbero soltanto le auto degli agenti e rappresentanti di commercio.

Il provvedimento, così come è stato attualmente redatto, comprende anche le auto ibride ed elettriche che almeno nelle intenzioni iniziali sarebbero dovute restare fuori dal computo, soprattutto nell'ottica di favorire - anche in questo settore - la transizione a una mobilità maggiormente amica dell'ambiente. E', comunque, l'intero comparto auto che potrebbe risentire della nuova tassazione. Le auto aziendali pesano, infatti per il 40% delle nuove immatricolazioni.

Coro di no

Anche per questo motivo la bozza di legge ha suscitato reazioni negative. L'Aniasa - che all'interno di Confindustria rappresenta il settore del noleggio - ha espresso "totale contrarietà al provvedimento" che, si legge in una nota, "uccide il settore auto e penalizza i lavoratori".

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia si è augurato che "prevalga il buon senso" e ha promesso di far valere le proprie ragioni nella audizione presso il parlamento prevista per i prossimi giorni.

"Irricevibile" ha invece definito il provvedimento Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager. "Si tratta dell'ennesima stangata che mortifica il lavoro dipendente". Cuzzilla ha poi detto: "Apprendiamo con sorpresa di essere cittadini e contribuenti di un Paese capace di trasformare un fringe benefit in una penalty".

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