Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 23:53

FCA, trimestrale in chiaro-scuro.

Angelo Berchicci ·

Poco dopo aver comunicato l'avvio del processo di fusione con il gruppo Psa, Fca ha presentato i dati del terzo trimestre 2019. Buone le performance sul mercato nord americano, dove ottiene margini record. Rallenta l’Europa, mentre la situazione in Cina continua a peggiorare.

Vendite in calo

Complessivamente, le vendite sono diminuite del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, passando da 1 milione e 152mila unità a 1 milione e 107mila. Un lieve aumento dell’1,1% si è registrato in Usa e Canada (da 634 a 641mila auto vendute), mentre l’America Latina risulta stazionaria, con 150mila vetture consegnate.

Non si ferma la crisi del mercato cinese che, a fronte di 33mila auto vendute contro 54mila, fa registrare un calo del 38,9 %. Infine, non sono positivi i risultati provenienti dall’Europa: con 283mila auto vendute, la diminuzione nel terzo trimestre è di 31mila unità (- 9,9%).

Margini record 

I ricavi per il gruppo italo-americano (27,3 miliardi di euro) sono diminuiti dell’1% ma, grazie anche ad un margine record del 7,2%, gli utili (prima delle imposte e degli oneri finanziari) sono aumentati del 5%, arrivando a 1 miliardo e 959milioni. Ancora più importanti i margini fatti registrare nel nord America (10,6%), elemento che denota come la strategia di riduzione dei costi e di incremento nella produttività della spesa stia dando i suoi frutti.

Fca a trazione americana

Il mercato principale per Fca si conferma quello nord americano, con 1 milione e 886mila unità vendute da inizio anno, in flessione dell'1% rispetto al 2018. Segue l'Europa con 1 milione (-2%) e l'America Latina (427mila auto da gennaio), dove Fiat-Chrysler possiede il suo share più alto (13,7%), nonostante un calo del 6% nelle vendite. Fanalino di coda il mercato asiatico, che comprende Cina, India, Australia, Giappone e Sud Corea: con 116 mila vetture (-7%) Fca conta appena per lo 0,5% del totale.

Modifiche al piano industriale

Fiat-Chrysler ha aggiornato il suo piano industriale con l’aggiunta di alcune modifiche: confermato il progetto di rinnovamento della gamma Maserati, con il lancio nel 2020 della nuova sportiva e i restyling di Levante, Ghibli e Quattroporte. Novità anche per Alfa Romeo, che vede slittare al 2021 il debutto del Tonale, il suv di segmento C che inizialmente era atteso per il prossimo anno.

Nel 2020 non vedremo novità da parte del biscione, che rimanda i restyling di Giulia e Stelvio al 2021, mentre per il suv di segmento B, per cui sarà prevista anche una versione full-electric, bisognerà aspettare il 2022. Nessuna traccia delle sportive GTV e 8C, che sembrano definitivamente uscite dai piani della dirigenza Fca.

Focus sul segmento B

Infine, per quanto riguarda Fiat, il focus del brand si sposterà dal segmento A al più profittevole segmento B. In futuro quindi c’è da aspettarsi una riduzione dell’offerta nel settore (in crisi) delle citycar, in cui il brand torinese è presente con Panda e 500, e il ritorno nel campo delle utilitarie, dove attualmente non ha alcun modello. Qualora la fusione con Psa dovesse andare in porto, si potrebbe anche ipotizzare per l'erede della Punto un ricorso alla piattaforma utilizzata da Peugeot sulla nuova 208.  

“I forti risultati del terzo trimestre, costruiti sulla performance del Nord America, ci consentono di confermare i target dell’anno e guardare ad un 2020 migliore - Ha affermato il Ceo di Fca, Mike Manley -. I cambiamenti ai piani di portafoglio prodotti, principalmente nel segmento A e per Alfa Romeo, sono centrali per la strategia di miglioramento delle performance in Europa”.

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