Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2019 16:46

Lamborghini, 56 anni fa la prima del "toro".

Angelo Berchicci ·

Il 30 ottobre di 56 anni fa la prima auto marchiata Lamborghini veniva svelata al pubblico. Ferruccio Lamborghini scelse il Salone di Torino del 1963 per presentare la 350 GTV, il prototipo della sua sportiva nata per fare concorrenza alle vetture di Enzo Ferrari. Fu il primo passo di una storia imprenditoriale di grande successo e di un’acerrima rivalità con il “Drake”, la cui origine si mischia a racconti e leggende ormai entrate nell’immaginario degli appassionati.

Gli albori della rivalità

Nei primi anni ’60 Lamborghini era un industriale di successo. Sin dall’immediato dopoguerra aveva messo in piedi la sua azienda di trattori e macchine agricole, che in pochi anni era diventa una delle realtà più affermate nel settore. Da appassionato di auto sportive, Ferruccio possedeva un buon numero di Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Mercedes, oltre a due Ferrari 250 Gt identiche.

Valentino Balboni, storico collaudatore della Casa del toro, in più occasioni ha riferito che Ferruccio amava le automobili prodotte da Enzo Ferrari, ma si lamentava spesso con il collega imprenditore (nonché corregionale) della qualità costruttiva e degli interni scarni.

Lamborghini si divertiva spesso a esibirsi in partenze a ruote fumanti. Dopo l’ennesimo guasto sulla sua 250 Gt, decise di farla smontare da un suo meccanico, scoprendo che la frizione che si rompeva era simile a quella che montava sui suoi trattori.

ll diverbio

Fu questo episodio a innescare la rottura tra i due imprenditori. Secondo i racconti, in parte confermati dallo stesso Ferruccio, Lamborghini si recò da Ferrari lamentandosi del fatto che le sue auto montassero pezzi sottodimensionati, ricevendo dal modenese una risposta sprezzante: “Le mie macchine vanno benissimo. Il problema è che tu sei capace solo a guidare i trattori, non le Ferrari”.

Dopo quell’episodio Lamborghini decise che avrebbe prodotto una propria auto sportiva, un po’ per rispondere allo schiaffo morale ricevuto da Ferrari e un po’ perché, con il fiuto imprenditoriale che lo contraddistingueva, aveva intuito un aspetto su cui le vetture di Maranello erano carenti.“Una buona granturismo deve offrire ottime prestazioni, ma senza sacrificare il comfort e la qualità a bordo” ripeteva Ferruccio, un mantra che riversò nella nuova azienda, con sede a Sant'Agata Bolognese

La nascita di un mito

I racconti vogliono che, dopo aver visto la 350 GTV allo stand di Torino, il Commendatore non rivolse mai più la parola a Lamborghini. Ferrari non aveva creduto alla reale portata della sfida lanciata da Ferruccio, ma quel 30 ottobre del 1963 dovette ricredersi: tutti i flash dei fotografi furono per l’ammiratissima 350 GTV.

Il design era opera di Franco Scaglione, il telaio di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, e il motore 3.5 V12 da 360 cavalli era frutto di un altro personaggio che poco tempo prima aveva litigato con Ferrari, Giotto Bizzarrini, l’uomo che aveva dato i natali alla 250 GTO.

Quel primo esperimento di Lamborghini rimase un esemplare unico ma servì come base di partenza per lo sviluppo della successiva 350 Gt, e divenne la comune antenata di tutti i modelli indimenticabili che da quel momento in poi si sarebbero fregiati di un toro sulla carrozzeria.

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