Ultimo aggiornamento  01 dicembre 2020 04:02

I numeri di FCA.

Angelo Berchicci ·

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Fiat Chrysler e PSA sarebbero in trattativa per raggiungere un accordo di fusione alla pari. Se l’operazione dovesse andare in porto, si verrebbe a creare un nuovo gruppo dal valore che supera i 50 miliardi di dollari per 9 milioni di auto vendute all’anno. 

Fiat Chrysler si presenta al tavolo delle trattative con risultati in termini di vendite non positivi, in particolare in Asia, ma con una posizione di rilievo sul mercato nord americano.

Vendite in calo su tutti i mercati

Nel secondo trimestre del 2019 le vendite di FCA presentano un andamento negativo su tutti i mercati. La perdita più consistente è quella dell’Asia (che comprende Cina, Australia, Giappone, Sud Corea e India): con 41mila unità consegnate, il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 7%. Subito dopo si posiziona l’America Latina, dove il gruppo, con 146mila unità, registra una perdita del 6%.

Importante afflusso di liquidità 

Seguono Europa (-4%, 382 unità vendute) e Nord America, dove il calo di FCA è più contenuto (-2%, 677mila auto). Con 26,7 miliardi, i ricavi sono diminuiti del 3%. Tuttavia, grazie anche alla vendita di Magneti Marelli, si nota un incremento nell’utile netto, che balza a 4652 milioni di euro, contro i 754 registrati nel secondo trimestre del 2018. L’operazione si riflette in un forte incremento della liquidità (+16%), che arriva a 23,5 miliardi.

Posizione di rilievo in Nord America

Il mercato più importante per FCA si conferma quello nord americano: dall’inizio dell’anno le unità vendute sono state 1 milione e 245mila, in calo del 2% rispetto al 2018 ma comunque sufficienti a garantire uno share del 12%.

Seguono Europa con 726mila unità vendute da gennaio (share del 6,8%), in calo del 3%, e America Latina, mercato su cui Fca detiene la quota maggiore (13,7%), nonostante una diminuzione nelle vendite del 7% (277mila auto consegnate). Fanalino di coda i mercati asiatici, dove Fca perde il 7%, andando a ridurre ulteriormente una presenza già marginale (0,5% di share, 83mila unità vendute da inizio anno. 

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