Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:54

Smog, impatto immediato.

Patrizia Licata ·

Più cresce lo smog, più i problemi cardiaci di chi è costretto a respirarlo diventano gravi. La controprova la offre il King’s College London in uno studio condotto sulla popolazione di nove città britanniche: i giorni di maggiore inquinamento dell’aria si traducono in 124 arresti cardiaci, 231 ricoveri per ictus e 193 ricoveri per attacchi di asma in più in un anno.

L’analisi è stata portata avanti a Londra, Birmingham, Bristol, Derby, Liverpool, Manchester, Nottingham, Oxford e Southampton. A Manchester, Birmingham e Londra il rischio di infarto nei giorni di maggiore inquinamento sale più che in ogni altra città studiata, rispettivamente del 2,4%, del 2,3% e del 2,2%. Si posizionano meglio Derby (+1,8%) e Southampton (+1,9%).

Nemico subdolo

Ogni anno nel Regno unito 36mila decessi vengono attribuiti allo smog a causa dell’impatto di lungo periodo della cattiva qualità dell’aria, che peggiora o contribuisce alle malattie a carico dei sistemi cardiovascolare e respiratorio. Ma lo studio del King’s College London sostiene che esiste anche un impatto di breve periodo, immediato.

Per esempio a Londra, in ogni giorno in cui si registra una maggiore concentrazione di polveri sottili e altri agenti inquinanti, si verificano 2 infarti in più della media dei giorni in cui la qualità dell’aria è più accettabile: in un anno si tratta di 87 attacchi cardiaci (cui si aggiungono 144 ictus e oltre 107 ricoveri per asma in più). Lo studio definisce come “giorni di maggiore smog” quelli in cui i livelli di gas nocivi nell’aria sono nella fascia alta della forchetta osservata in un anno.

L’impegno dei sindaci

I dati dello studio del King’s College su smog e infarti sono stati diffusi in concomitanza con il meeting UK100, una rete di amministratori locali britannici impegnatisi ad adottare nelle loro città soluzioni di energia 100% pulita entro il 2050.

Il ruolo delle amministrazioni pubbliche è fondamentale per aiutare le città a “respirare”. Dal recente summit C40, che ha riunito quasi 100 sindaci di tutto il mondo in prima fila nella lotta al cambiamento climatico è scaturita la Clean Air Cities Declaration, un documento che riconosce la qualità dell’aria come diritto umano e impegna i 40 sindaci firmatari – tra cui Londra e Milano - ad adottare misure più coraggiose in chiave di sostenibilità.

Emergenza Italia

Secondo l’ultimo report dell'Agenzia europea per l'ambiente, l'Italia ha il triste primato in Europa in termini di mortalità legata alle emissioni di biossido di azoto (NO2): 14.600 vittime premature prendendo in considerazione il 2016 (ultimo dato disponibile). Il primato si estende anche ai decessi per malattie riconducibili all'ozono (O3, 3mila deceduti) mentre, per quanto riguarda le polveri sottili (in particolare PM2,5) siamo secondi in Europa con ben 58.600 morti premature.

Complessivamente nei 28 Paesi europei lo smog è responsabile di 372mila morti (anno 2017), in miglioramento rispetto ai 391mila del 2015. Anche l’Italia ha fatto dei passi in avanti, ma restiamo un Paese ad alto rischio: circa 2 milioni di persone risultano esposte ad alti livelli di smog, soprattutto nelle regioni padane.

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