Ultimo aggiornamento  26 febbraio 2020 11:59

Morti sul lavoro: quasi il 60% per strada.

Marina Fanara ·

All'Inail, Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, lo chiamano rischio strada, un fattore che desta allarme perché è responsabile del 58,5% (dati 2018) sul totale delle morti per incidente nell'ambito dell'attività lavorativa.

Incidenti in itinere, una piaga

E' lo stesso Istituto a dare le cifre: nel 2018, i morti sul lavoro sono stati 704, di cui 412 (il 58,5% appunto) hanno visto il coinvolgimento di un mezzo di trasporto. Si tratta di incidenti stradali che avvengono durante il percorso per andare e tornare dalla sede di lavoro o tra chi è costretto a stare molte ore nel traffico perché "guidare" fa parte del suo mestiere (tassisti, conducenti di autobus, autotrasportatori e rappresentanti di commercio).

Rischio strade in aumento

Il fenomeno, dopo una costante diminuzione tra il 2008 e il 2016, è tornato a crescere, "con un incremento nei due anni successivi", dicono all'Inail, "che risulta più marcato per gli incidenti mortali nei tragitti casa-lavoro-casa".

Si tratta dei cosiddetti incidenti "in itinere" che, tra l'altro, hanno un costo sociale enorme: 17 miliardi di euro nel 2017 (ultimo dato disponibile) secondo il ministero Infrastrutture e trasporti.

Tutta colpa dello stress

Quali sono le cause? Affaticamento fisico e psicologico, innanzitutto, soprattutto per chi svolge un lavoro stressante o turni particolarmente gravosi e tanto più se associato ad altri fattori, dalla scarsa manutenzione delle strade, all'uso scorretto del cellulare alla guida, velocità eccessiva, assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.

Donne strette tra casa e lavoro

A farne le spese sono soprattutto le donne. Per le lavoratrici questo tipo di infortunio è la prima causa di morte: 39 vittime su 69, nel 2018, sono riconducibili a incidenti in itinere.

E' sempre l'Istituto a spiegarne le cause: le donne pendolari che spesso, prima e dopo il lavoro, devono assolvere anche agli impegni familiari sono più stanche e hanno meno tempo per riposarsi e svagarsi. Questo le espone di più al rischio di un incidente grave proprio perché l'affaticamento riduce il livello di attenzione alla guida.